| Unità astronomiche (au) | Leghe (lea) |
|---|---|
| 1 Unità astronomica | 30985269.091 lea |
| 2 Unità astronomiche | 61970538.182 lea |
| 3 Unità astronomiche | 92955807.273 lea |
| 4 Unità astronomiche | 123941076.364 lea |
| 5 Unità astronomiche | 154926345.455 lea |
| 10 Unità astronomiche | 309852690.91 lea |
| 20 Unità astronomiche | 619705381.82 lea |
| 25 Unità astronomiche | 774631727.275 lea |
| 50 Unità astronomiche | 1549263454.55 lea |
| 100 Unità astronomiche | 3098526909.1 lea |
| Riferimento | Unità astronomiche (au) | Leghe (lea) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper (long side) | 1.98532 × 10-12 au | 0.0000615157 lea |
| Average adult human height | 1.13638 × 10-11 au | 0.00035211 lea |
| A football pitch (length) | 7.01882 × 10-10 au | 0.021748 lea |
| A marathon | 0.000000282056 au | 8.73959 lea |
| Height of Mount Everest | 0.0000000591519 au | 1.83284 lea |
L’unità astronomica è una lunghezza pari a esattamente 149 597 870 700 metri, ossia quasi 150 milioni di chilometri. Il simbolo è au. Approssima la distanza media fra la Terra e il Sole ed è la misura consueta per le distanze all’interno del sistema solare.
In origine l’unità era definita da quella relazione orbitale anziché da un numero fisso. Le definizioni precedenti la legavano alle proprietà di un corpo ipotetico in orbita attorno al Sole, sicché il suo valore dipendeva dalla costante gravitazionale ed era soggetto a revisione via via che le misure miglioravano. L’Unione Astronomica Internazionale pose fine a questa dipendenza nel 2012 fissando l’unità astronomica come un numero esatto di metri. Il cambiamento semplificò i calcoli e rimosse un inconveniente: un’unità la cui lunghezza si spostava ogni volta che una costante fisica veniva raffinata.
Determinarne il valore fu uno dei grandi problemi dell’astronomia osservativa. I transiti di Venere sul disco solare, osservati da punti molto distanti della Terra, permettevano di triangolare la distanza. Furono allestite spedizioni per i transiti del 1761, 1769, 1874 e 1882, e il primo viaggio di James Cook nel Pacifico fu organizzato attorno all’evento del 1769. Le misure radar verso Venere negli anni Sessanta finirono per fissare la cifra con precisione assai maggiore di qualsiasi metodo ottico.
L’unità rende leggibili le distanze del sistema solare. Mercurio orbita a 0,39 au, Marte a 1,52 au, Giove a 5,2 au e Nettuno a 30,1 au. La fascia di Kuiper si estende fino a circa 50 au. La Voyager 1, l’oggetto umano più lontano, ha superato le 165 au. La luce impiega circa 499 secondi a percorrere un’unità astronomica, sicché il Sole dista poco più di otto minuti luce.
Oltre il sistema solare l’unità diventa scomoda, e gli astronomi passano agli anni luce e ai parsec. Un parsec vale 206 265 au.
La navigazione delle sonde richiede che l’unità sia esatta e non approssimata. Le traiettorie verso i pianeti esterni si calcolano su distanze di decine di unità astronomiche, e un errore nella lunghezza dell’unità stessa si propagherebbe in ogni calcolo di posizione. Fissarne il valore nel 2012 ha eliminato quella fonte di deriva dalle effemeridi usate per la pianificazione delle missioni.
Un’unità astronomica equivale a 149 597 870,7 chilometri, ovvero a circa 92,956 milioni di miglia.
La lega è un’unità di lunghezza pari a tre miglia, 24 furlong o esattamente 4828,032 metri. È obsoleta sotto ogni profilo pratico e sopravvive soprattutto nella letteratura e nei documenti storici.
L’unità nacque come misura della distanza che una persona poteva percorrere a piedi in un’ora, il che ne spiega insieme l’ordine di grandezza e la variabilità. Le leghe antiche e medievali differivano molto da regione a regione. La leuga romana misurava circa 2,2 chilometri. Le leghe francese, spagnola e portoghese avevano ciascuna il proprio valore, e la legua spagnola usata nelle concessioni fondiarie coloniali in America differiva ancora, il che complica l’interpretazione dei vecchi registri di proprietà in Texas e nel sud-ovest americano.
L’uso inglese si fissò su tre miglia, cifra che nella pratica non fu mai particolarmente precisa perché dipendeva dal miglio allora vigente. Poiché il miglio stesso fu fissato a 5280 piedi nel 1593, la lega ereditò quella definizione e assunse il valore moderno di 4828,032 metri.
La sua persistenza culturale supera di gran lunga l’uso pratico. Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne misura un percorso e non una profondità, distinzione spesso perduta nei riferimenti correnti: ventimila leghe sono circa 96 000 chilometri, più del doppio della circonferenza terrestre e assai più di qualunque profondità oceanica. Gli stivali delle sette leghe compaiono nelle fiabe francesi come mezzo per coprire distanze in un solo passo. La Carica della Brigata Leggera di Tennyson si apre con mezza lega avanti.
L’unità fu abolita per il commercio nel Regno Unito molto tempo fa e non ha valore legale. Compare talvolta in contesti nautici, dove la lega marina di tre miglia nautiche è un’unità distinta e un poco più lunga.
Poiché l’unità varia tanto fra lingue e secoli, le traduzioni di opere antiche possono fuorviare gravemente. Una distanza espressa in leghe in un documento coloniale spagnolo, in una cronaca medievale francese e in uno statuto inglese può differire di un fattore due, e gli storici che lavorano su tali fonti convertono di norma in unità moderne precisando quale lega abbiano presupposto.
Una lega equivale a 3 miglia, 4828,032 metri o 4,828032 chilometri. Un’ora di cammino di buon passo ne copre assai meno di una.