| Exbibit al secondo (Eibit/s) | Zebibit al secondo (Zibit/s) |
|---|---|
| 1 Exbibit al secondo | 0.0009765625 Zibit/s |
| 2 Exbibit al secondo | 0.001953125 Zibit/s |
| 3 Exbibit al secondo | 0.0029296875 Zibit/s |
| 4 Exbibit al secondo | 0.00390625 Zibit/s |
| 5 Exbibit al secondo | 0.0048828125 Zibit/s |
| 10 Exbibit al secondo | 0.009765625 Zibit/s |
| 20 Exbibit al secondo | 0.01953125 Zibit/s |
| 25 Exbibit al secondo | 0.0244140625 Zibit/s |
| 50 Exbibit al secondo | 0.048828125 Zibit/s |
| 100 Exbibit al secondo | 0.09765625 Zibit/s |
| Riferimento | Exbibit al secondo (Eibit/s) | Zebibit al secondo (Zibit/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 4.85723 × 10-14 Eibit/s | 4.74338 × 10-17 Zibit/s |
| Typical home broadband | 8.67362 × 10-11 Eibit/s | 8.47033 × 10-14 Zibit/s |
| Gigabit Ethernet | 8.67362 × 10-10 Eibit/s | 8.47033 × 10-13 Zibit/s |
| Streaming a 4K film | 2.1684 × 10-11 Eibit/s | 2.11758 × 10-14 Zibit/s |
L’exbibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a due alla sessantesima in bit al secondo, ossia 1024 pebibit al secondo. Il suo simbolo è Eibit/s. È la controparte binaria dell’exabit al secondo, e i due differiscono del 15,3 per cento.
Quel quindici per cento supera il margine che la maggior parte del lavoro d’ingegneria ammette in qualsiasi luogo. Una grandezza dichiarata nella convenzione sbagliata a questo livello non è lievemente imprecisa ma apertamente errata, e nessun contesto recupera la cifra intesa una volta che sia stata scritta in modo ambiguo. È la situazione che i prefissi IEC furono introdotti per evitare.
Nessun collegamento fisico si avvicina a questa velocità. L’unità descrive somme: il traffico istantaneo totale di tutta internet si aggira sull’exabit al secondo, sicché un exbibit binario al secondo è il quindici per cento in più di tutto ciò che si muove su tutte le reti del pianeta in un dato istante.
Dove una cifra binaria di questa misura sorge naturalmente è nell’aritmetica degli indirizzi e non nella trasmissione. Due alla sessantesima è un numero che attraversa l’intero progetto dei sistemi a 64 bit, e ogni velocità derivata dal riempire o percorrere un tale spazio d’indirizzi in un tempo fisso è naturalmente binaria. Quei calcoli sono teorici, ma sono la ragione per cui l’unità è definita anziché lasciata senza nome.
In ottetti, un exbibit al secondo è 144 115 188 075 855 872, ossia 128 pebiottetti al secondo. È più archiviazione mossa al secondo di quanta il mondo ne fabbrichi in parecchi anni, il che è un modo di dire che nessuna sorgente e nessuna destinazione per un tale flusso potrebbe esistere.
Per un convertitore il trattamento è meccanico e dev’essere esatto. Eibit/s ed Ebit/s differiscono di un ottavo, e uno strumento che li tratti come intercambiabili ha introdotto un errore maggiore della differenza fra molte unità vicine. La i minuscola non è un ornamento.
Un exbibit al secondo equivale a 1024 pebibit al secondo, a 144 115 188 075 855 872 ottetti al secondo o a circa 1,153 exabit al secondo.
Lo zebibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a due alla settantesima in bit al secondo, ossia 1024 exbibit al secondo. Il suo simbolo è Zibit/s. È la controparte binaria dello zettabit al secondo, e i due differiscono del 18,1 per cento: vicino a un quinto.
Nulla va a questa velocità, e nulla è progettato per farlo. Uno zebibit al secondo è circa mille volte il traffico istantaneo totale di internet, e muoverebbe l’intera riserva mondiale di dati conservati in questione di minuti. L’unità esiste perché la serie IEC, come la serie metrica che affianca, fu definita per intero e non solo fin dove allora serviva.
Quella completezza è un principio di progetto voluto e non una svista. Un sistema di misura i cui nomi si esauriscono in un punto arbitrario costringe ogni utente futuro a improvvisare un prolungamento, e i prolungamenti improvvisati confliggono fra loro. Definire l’intera scala in anticipo non costa nulla e toglie la possibilità.
Il divario del diciotto per cento a questo livello è la più chiara illustrazione del perché la serie binaria fosse necessaria. Al kibibit le due convenzioni differivano del 2,4 per cento, che nessuno notava; lo scarto si moltiplica per 1,024 a ogni gradino, e qui è ormai abbastanza grande perché nessun lettore possa ritenere le due etichette intercambiabili, neppure in uno scritto informale.
In ottetti, uno zebibit al secondo è 147 573 952 589 676 412 928, ossia 128 exbiottetti al secondo. Esprimere la stessa velocità in ogni unità della scala è un esercizio e non un’applicazione, ma è uno che un convertitore deve eseguire correttamente, poiché l’aritmetica non diventa approssimata quando la grandezza diventa irraggiungibile.
La lezione pratica è quella che l’intera serie binaria insegna: la i minuscola non è facoltativa. È l’unico segno, in una cifra scritta, che distingue una potenza di due da una potenza di dieci, e a questo punto della scala le due distano quasi un quinto.
Uno zebibit al secondo equivale a 1024 exbibit al secondo, a 147 573 952 589 676 412 928 ottetti al secondo o a circa 1,181 zettabit al secondo.