| Pebibit al secondo (Pibit/s) | Tebibit al secondo (Tibit/s) |
|---|---|
| 1 Pebibit al secondo | 1024 Tibit/s |
| 2 Pebibit al secondo | 2048 Tibit/s |
| 3 Pebibit al secondo | 3072 Tibit/s |
| 4 Pebibit al secondo | 4096 Tibit/s |
| 5 Pebibit al secondo | 5120 Tibit/s |
| 10 Pebibit al secondo | 10240 Tibit/s |
| 20 Pebibit al secondo | 20480 Tibit/s |
| 25 Pebibit al secondo | 25600 Tibit/s |
| 50 Pebibit al secondo | 51200 Tibit/s |
| 100 Pebibit al secondo | 102400 Tibit/s |
| Riferimento | Pebibit al secondo (Pibit/s) | Tebibit al secondo (Tibit/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 4.9738 × 10-11 Pibit/s | 0.0000000509317 Tibit/s |
| Typical home broadband | 0.0000000888178 Pibit/s | 0.0000909495 Tibit/s |
| Gigabit Ethernet | 0.000000888178 Pibit/s | 0.000909495 Tibit/s |
| Streaming a 4K film | 0.0000000222045 Pibit/s | 0.0000227374 Tibit/s |
Il pebibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 tebibit al secondo, ossia due alla cinquantesima in bit al secondo. Il suo simbolo è Pibit/s. È la controparte binaria del petabit al secondo, e i due differiscono del 12,6 per cento.
Nessun sistema installato va a questa velocità, sicché l’unità descrive o una somma o un risultato di laboratorio. I primati di trasmissione ottica ottenuti su fibre singole raggiungono il petabit al secondo, e la cifra binaria del medesimo esperimento è inferiore del 12,6 per cento — divario che conta nel confrontare risultati fra articoli che usano convenzioni diverse.
Dove l’unità è davvero appropriata è nel descrivere strutture costruite da potenze di due. La capienza totale di commutazione di un tessuto di rete assai grande, costruito con porte e tamponi tutti binari, è una quantità binaria divisa per il tempo, e riferirla in unità decimali getta via l’aritmetica che l’ha prodotta. Lo stesso vale per la larghezza di banda di memoria sommata di una macchina il cui numero di canali sia una potenza di due.
In ottetti, un pebibit al secondo è 140 737 488 355 328, ossia 128 tebiottetti al secondo. È l’archiviazione di mille grossi dischi di consumo mossa ogni secondo, ed esiste solo come totale attraverso molte migliaia di cammini paralleli dentro un solo impianto.
L’ampiezza dello scarto a questo livello riassume in piccolo l’argomento dell’intera serie IEC. Ciò che cominciò come un innocuo 2,4 per cento al kibibit è ora un ottavo, e si accumula del 2,4 per cento a ogni gradino successivo. Una convenzione accettabile per numeri piccoli diventa insostenibile per quelli grandi, e lo scopo dei prefissi binari è rendere visibile la distinzione prima che ciò accada.
Per un convertitore l’aritmetica è banale: moltiplicare o dividere per 1024 il numero opportuno di volte, e per otto per arrivare agli ottetti. Ciò che conta è che lo strumento non sostituisca in silenzio l’unità decimale quando vede un valore che non può etichettare con precisione.
Un pebibit al secondo equivale a 1024 tebibit al secondo, a 140 737 488 355 328 ottetti al secondo o a circa 1,126 petabit al secondo.
Il tebibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1 099 511 627 776 bit al secondo, ossia 1024 gibibit al secondo. Il suo simbolo è Tibit/s. È la controparte binaria del terabit al secondo, e i due differiscono del 10 per cento.
Il dieci per cento è il punto in cui la distinzione diventa questione di denaro e non di pedanteria. Un fornitore che quoti un sistema a cento terabit al secondo e un cliente che misuri cento tebibit al secondo non stanno descrivendo la stessa prestazione, e la differenza è di dieci terabit — più dell’intera connettività esterna della maggior parte delle organizzazioni.
Questa velocità appartiene all’interno di macchine assai grandi. La larghezza di banda complessiva della memoria di un armadio di acceleratori, o la capienza interna di commutazione di un grande chip di rete, raggiunge questo intervallo, ed entrambe sono costruite con strutture in potenze di due: canali di memoria di larghezza binaria fissa, porte di commutazione in potenze di due, tamponi dimensionati in binario. Esprimere i loro totali con prefissi binari conserva l’aritmetica che li ha prodotti.
In ottetti, un tebibit al secondo è 137 438 953 472, ossia 128 gibiottetti al secondo. È più di quanto qualsiasi singolo apparecchio d’archiviazione possa fornire e più di quanto qualsiasi cavo esterno trasporti. È una cifra che descrive qualcosa che accade dentro un armadio, fra chip collegati da brevi piste su una scheda, dove la distanza fisica si misura in centimetri.
Anche la ricerca ottica sfiora questo intervallo. Una dimostrazione di laboratorio che porti un petabit al secondo in una fibra è mille volte superiore, ma i singoli canali di lunghezza d’onda e l’elettronica che li eccita lavorano su somme di scala tebibit, e gli articoli che li riferiscono danno spesso la cifra binaria perché le dimensioni di trama sottostanti sono binarie.
L’abitudine di scrivere la i minuscola merita d’essere serbata anche dove è improbabile che il lettore verifichi. Una cifra scritta senza ambiguità potrà essere convertita correttamente da chiunque la legga poi; una scritta in modo ambiguo non si ripara, e al dieci per cento l’ambiguità non è più innocua.
Un tebibit al secondo equivale a 1024 gibibit al secondo, a 137 438 953 472 ottetti al secondo o a circa 1,100 terabit al secondo.