| Mebiottetti al secondo (Mio/s) | Yottabit al secondo (Ybit/s) |
|---|---|
| 1 Mebiottetto al secondo | 8.388608 × 10-18 Ybit/s |
| 2 Mebiottetti al secondo | 1.6777216 × 10-17 Ybit/s |
| 3 Mebiottetti al secondo | 2.5165824 × 10-17 Ybit/s |
| 4 Mebiottetti al secondo | 3.3554432 × 10-17 Ybit/s |
| 5 Mebiottetti al secondo | 4.194304 × 10-17 Ybit/s |
| 10 Mebiottetti al secondo | 8.388608 × 10-17 Ybit/s |
| 20 Mebiottetti al secondo | 1.6777216 × 10-16 Ybit/s |
| 25 Mebiottetti al secondo | 2.097152 × 10-16 Ybit/s |
| 50 Mebiottetti al secondo | 4.194304 × 10-16 Ybit/s |
| 100 Mebiottetti al secondo | 8.388608 × 10-16 Ybit/s |
| Riferimento | Mebiottetti al secondo (Mio/s) | Yottabit al secondo (Ybit/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 0.00667572 Mio/s | 5.6 × 10-20 Ybit/s |
| Typical home broadband | 11.9209 Mio/s | 1 × 10-16 Ybit/s |
| Gigabit Ethernet | 119.209 Mio/s | 1 × 10-15 Ybit/s |
| Streaming a 4K film | 2.98023 Mio/s | 2.5 × 10-17 Ybit/s |
Il mebiottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1 048 576 ottetti al secondo, ossia 1024 kibiottetti al secondo. Il suo simbolo è Mio/s. È l’unità in cui riferiscono le prove dei dischi, gli strumenti di copia e i programmi di salvataggio, e una delle poche unità binarie che la maggior parte della gente vede regolarmente senza accorgersene.
La misura dell’archiviazione la produce da sé. Una prova scrive e legge blocchi la cui dimensione è una potenza di due, cronometra l’operazione e divide. Il risultato è una velocità binaria, e riferirla così conserva l’aritmetica. Uno strumento che convertisse in megaottetti decimali introdurrebbe un aggiustamento del 4,9 per cento senza altro scopo che accordarsi a una convenzione commerciale.
Quel cinque per cento è esattamente il punto in cui le due convenzioni divergono in modo visibile per il consumatore. Un disco reclamizzato a 550 megaottetti al secondo e misurato a 524 mebiottetti al secondo rende precisamente quanto promesso; le cifre differiscono solo perché una è decimale e l’altra binaria. Gran parte delle lamentele sulle prestazioni dell’archiviazione è questa aritmetica letta come una mancanza.
Per le dimensioni quotidiane, un mebiottetto al secondo copia una fotografia in tre secondi e un film da due gigaottetti in circa mezz’ora. I dischi moderni vanno centinaia o migliaia di volte più in fretta, sicché l’unità è oggi la finezza con cui si riferiscono piccole differenze e non la scala dell’intera cifra.
L’unità compare anche nelle misure di memoria e memoria intermedia, nelle relazioni di portata delle basi di dati e nell’uscita dei comandi di basso livello che scrivono immagini di disco. Tutti contano in blocchi binari perché le strutture sottostanti sono binarie, e tutti riferiscono in mebiottetti al secondo perché è ciò che il conteggio diviso per il tempo dà.
L’abitudine di scrivere la i minuscola merita d’essere serbata. Costa un carattere e dice a un lettore successivo quale delle due convenzioni abbia prodotto la cifra, informazione che nessun contesto restituisce una volta omessa.
Un mebiottetto al secondo equivale a 1 048 576 ottetti al secondo, a 1024 kibiottetti al secondo o a circa 1,049 megaottetti al secondo.
Lo yottabit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille zettabit al secondo. Il suo simbolo è Ybit/s. Per trent’anni fu la maggiore velocità che il sistema metrico potesse nominare, e descrive una rapidità senza applicazione in alcun luogo: né nell’ingegneria, né nella ricerca, né in previsione alcuna che qualcuno prenda sul serio.
La sua distanza dalla realtà è facile da enunciare. Il traffico mondiale di internet si aggira in media su un exabit al secondo, sicché uno yottabit al secondo è circa un milione di volte la comunicazione complessiva dell’intera specie umana. Il maggiore collegamento singolo mai costruito va a qualche centinaio di terabit al secondo, ossia un decimiliardesimo di questa cifra.
L’unità è nondimeno correttamente definita, ed è di quella completezza che si tratta. La regola del sistema metrico vuole che ogni prefisso si combini con ogni unità senza eccezione, sicché un lettore che non abbia mai visto Ybit/s riesce a decifrarlo dal solo prefisso. Un sistema con buchi richiederebbe una tavola delle combinazioni lecite, e una tavola è proprio ciò che un sistema fondato su una regola esiste per evitare.
C’è un modo materiale di pensare il numero. Uno yottabit al secondo è 125 zettaottetti al secondo, e la quantità totale di dati che l’umanità abbia mai conservato è di qualche centinaio di zettaottetti. Un collegamento a questa velocità trasmetterebbe dunque tutta l’informazione accumulata della specie in un paio di secondi. Un tale corpo di dati non esiste in un solo luogo pronto a essere inviato, e nulla all’altro capo potrebbe riceverlo.
Il prefisso yotta fu adottato nel 1991 insieme a zetta, in una conferenza che dovette anche valutare quali lettere restassero libere. Stette sulla cima della scala metrica fino al 2022, quando ronna e quetta furono aggiunti al di sopra, in parte perché le quantità di dati cominciavano ad avvicinarsi al vecchio tetto. Le velocità non hanno seguito le quantità verso l’alto allo stesso ritmo.
Per un convertitore, trattare l’unità è questione di coerenza e non di utilità. Uno strumento che converte correttamente ogni prefisso metrico non deve decidere quali di essi qualcuno userà, e una cifra scritta in yottabit al secondo — per improbabile che sia — si converte con la stessa regola di ogni altra.
Uno yottabit al secondo equivale a 1000 zettabit al secondo, a 125 zettaottetti al secondo o a circa 0,8272 yobibit al secondo.