Conversione da 4 Giorni a Centisecondi

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Formula per convertire Giorni (d) in Centisecondi (cs)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Giorni a Centisecondi

Giorni (d)Centisecondi (cs)
1 Giorno8640000 cs
2 Giorni17280000 cs
3 Giorni25920000 cs
4 Giorni34560000 cs
5 Giorni43200000 cs
10 Giorni86400000 cs
20 Giorni172800000 cs
25 Giorni216000000 cs
50 Giorni432000000 cs
100 Giorni864000000 cs

Valori di riferimento di tempo

RiferimentoGiorni (d)Centisecondi (cs)
A blink of an eye0.00000115741 d10 cs
One heartbeat at rest0.00000960648 d83 cs
Half of a football match0.03125 d270000 cs
A full day1 d8640000 cs

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Giorno (d)

Il giorno è un’unità di tempo pari a 24 ore, ovvero 86 400 secondi. Il suo simbolo è d. Ne è ammesso l’uso con il SI pur non essendo un’unità SI, ed è l’unica unità di tempo comune che corrisponda direttamente a un ciclo fisico osservabile senza strumenti.

Di giorni ce n’è più d’un tipo, e la differenza conta in astronomia. Il giorno solare è il tempo fra due mezzogiorni successivi, quando il Sole torna alla stessa posizione nel cielo. Il giorno siderale è il tempo che la Terra impiega a ruotare una volta rispetto alle stelle lontane, ed è più breve di circa tre minuti e cinquantasei secondi. Lo scarto esiste perché la Terra avanza anche lungo la propria orbita, e deve quindi girare un poco più di un giro completo per riportare il Sole in alto.

Nemmeno il giorno solare è costante. L’orbita terrestre è ellittica e l’asse è inclinato, sicché l’intervallo fra i mezzogiorni varia nel corso dell’anno fino a una trentina di secondi in un senso o nell’altro. Il giorno solare medio ne fa la media, e l’equazione del tempo ne descrive la differenza: per questo una meridiana può andare avanti o indietro di un quarto d’ora rispetto a un orologio a seconda della stagione.

Il giorno civile di esattamente 86 400 secondi è una convenzione e non una misura. La rotazione terrestre rallenta gradualmente per attrito mareale con la Luna, a un ritmo che allunga il giorno di circa due millisecondi al secolo, e varia inoltre in modo irregolare con i moti dell’atmosfera e del nucleo. Dal 1972 si inseriscono secondi intercalari per tenere l’ora degli orologi entro un secondo dall’ora solare, pratica che si prevede di abbandonare entro il 2035 a favore di una deriva maggiore consentita.

Al di là della misura del tempo, l’unità organizza tutto ciò che è periodico nella vita ordinaria: contratti di lavoro e di locazione, calcolo degli interessi, schemi di somministrazione dei farmaci, statistica meteorologica, stime di spedizione e consegna, e l’intero apparato dei calendari. La biologia ne ha una propria versione nel ritmo circadiano, ciclo interno di quasi esattamente ventiquattro ore che prosegue anche in assenza di segnali di luce diurna.

L’astronomia usa il giorno giuliano, un conteggio continuo di giorni da un’epoca fissa nel 4713 avanti l’era volgare, proprio perché i calendari sono irregolari e con un semplice totale progressivo si calcola più facilmente.

Un giorno equivale a 24 ore, a 1440 minuti o a 86 400 secondi.


Informazioni sul Centisecondo (cs)

Il centisecondo è un’unità di tempo pari a un centesimo di secondo. Il suo simbolo è cs. Il nome non si pronuncia quasi mai, ma la quantità che designa è fra le più familiari al mondo, perché è la risoluzione con cui lo sport agonistico pubblica i propri risultati.

Nuoto, atletica, ciclismo, canottaggio e pattinaggio di velocità pubblicano tutti i tempi al centesimo di secondo. La scelta non è arbitraria. Il cronometraggio elettronico sa risolvere intervalli assai più fini, ma le incertezze fisiche delle gare stesse rendono privi di senso i numeri più fini. Nel nuoto la tolleranza ammessa sulla lunghezza di una corsia è tale che due corsie possono differire abbastanza da contare al millesimo di secondo, ed è per questo che la disciplina rifiuta di separare i nuotatori sotto il centesimo e assegna medaglie condivise.

L’atletica giunge alla stessa conclusione per un’altra via. I tempi dello sprint si registrano al millesimo internamente ma si pubblicano al centesimo, arrotondati per eccesso perché a nessun atleta sia accreditato un tempo più rapido di quello che ha corso. La regola implica che un risultato cronometrato a mano e uno cronometrato elettronicamente non siano confrontabili, e i record mondiali esigono il cronometraggio completamente automatico proprio perché la differenza fra i due è di vari centisecondi.

Fuori dallo sport l’unità compare per lo più travestita. Il video a cinquanta fotogrammi al secondo avanza di un fotogramma ogni due centisecondi, e la soglia percettiva oltre la quale un ritardo comincia a sembrare latenza in un sistema interattivo si colloca attorno ai dieci centisecondi. Gli anelli di regolazione industriale e i controllori a logica programmabile lavorano spesso con tempi di ciclo in questo intervallo, abbastanza rapidi da stare dietro alle macchine e abbastanza lenti da restare poco costosi da calcolare.

Il nome stesso è insolito perché il prefisso centi del SI si applica di rado al secondo. Milli e micro sono assai più comuni, e quando serve un centesimo di secondo si dice di norma proprio così anziché ricorrere a un nome con prefisso.

La fotografia incontra questa grandezza nei tempi di otturazione attorno al centesimo, all’incirca il più lungo con cui una mano ferma regge un obiettivo normale senza mosso visibile.

Un centisecondo equivale a 0,01 secondi, a 10 millisecondi o a 10 000 microsecondi.