| Exabit al secondo (Ebit/s) | Petabit al secondo (Pbit/s) |
|---|---|
| 1 Exabit al secondo | 1000 Pbit/s |
| 2 Exabit al secondo | 2000 Pbit/s |
| 3 Exabit al secondo | 3000 Pbit/s |
| 4 Exabit al secondo | 4000 Pbit/s |
| 5 Exabit al secondo | 5000 Pbit/s |
| 10 Exabit al secondo | 10000 Pbit/s |
| 20 Exabit al secondo | 20000 Pbit/s |
| 25 Exabit al secondo | 25000 Pbit/s |
| 50 Exabit al secondo | 50000 Pbit/s |
| 100 Exabit al secondo | 100000 Pbit/s |
| Riferimento | Exabit al secondo (Ebit/s) | Petabit al secondo (Pbit/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 5.6 × 10-14 Ebit/s | 5.6 × 10-11 Pbit/s |
| Typical home broadband | 1 × 10-10 Ebit/s | 0.0000001 Pbit/s |
| Gigabit Ethernet | 0.000000001 Ebit/s | 0.000001 Pbit/s |
| Streaming a 4K film | 2.5 × 10-11 Ebit/s | 0.000000025 Pbit/s |
L’exabit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille petabit al secondo. Il suo simbolo è Ebit/s. Nessun collegamento, nessun cavo e nessun punto di interscambio va a questa velocità; l’unità descrive internet nel suo insieme, o gran parte di essa, in un solo istante.
Il traffico mondiale di internet si può esprimere così. Un traffico mondiale di parecchie centinaia di exaottetti al mese dà in media circa un exabit al secondo, e le ore di punta salgono più in alto. Quella cifra è la somma di ogni pacchetto che si muove su ogni rete del pianeta, ed è la sola grandezza che si descriva abitualmente a questa scala.
Un exabit al secondo è 125 petottetti al secondo. Nulla genera dati a quel ritmo in un solo luogo; il numero è una somma di miliardi di flussi distinti, quasi tutti minuscoli. Un solo flusso video è di pochi megabit al secondo, sicché un exabit al secondo è dell’ordine di cento milioni di tali flussi in corso insieme.
Nella composizione di quel traffico domina il video. I servizi di trasmissione ne prendono la quota maggiore, seguiti dalle piattaforme sociali, dagli aggiornamenti dei programmi e dalla sincronizzazione con la nuvola. La navigazione comune e i messaggi, che è ciò che la gente crede sia internet, sono una piccola frazione del totale in volume pur occupando la maggior parte dell’attenzione.
L’unità compare anche nelle proiezioni di capienza complessiva. La capienza totale installata di tutti i cavi sottomarini, se ogni lunghezza d’onda di ogni coppia di fibra fosse accesa e usata insieme, sta nell’ordine dell’exabit al secondo. L’impiego reale resta assai sotto, perché la capienza si costruisce in anticipo sulla domanda e perché le rotte devono portare il traffico l’una dell’altra quando un cavo cede.
Il prefisso exa è mille elevato alla sesta. Fu adottato nel 1975, quando nessuno si aspettava che descrivesse altro che grandezze astronomiche, e oggi descrive la portata di lavoro di un sistema di comunicazione costruito da esseri umani. L’intervallo fra la sua definizione e il suo uso quotidiano fu di una quarantina d’anni.
Un exabit al secondo equivale a 1000 petabit al secondo, a 125 petottetti al secondo o a circa 0,8674 exbibit al secondo.
Il petabit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille terabit al secondo. Il suo simbolo è Pbit/s. Segna la frontiera della ricerca sulla trasmissione ottica: la velocità alla quale i laboratori hanno portato dati in un solo filo di vetro, e alla quale nessun sistema installato si avvicina ancora.
I primati furono ottenuti unendo tre tecniche. La fibra a più nuclei pone vari cammini che guidano la luce dentro un medesimo rivestimento, sicché un solo filo si comporta come un fascio. La multiplazione a divisione di lunghezza d’onda fa correre centinaia di colori distinti in ciascuno di quei nuclei. La modulazione avanzata codifica molti bit in ogni impulso. Moltiplicare le tre cose è ciò che raggiunge il petabit al secondo.
Tali dimostrazioni corrono su decine di chilometri di fibra in condizioni controllate, non sulle migliaia che un cavo sottomarino in servizio deve valicare. La distanza è la parte ardua: i segnali si attenuano, la dispersione sfuma gli impulsi l’uno nell’altro, e gli effetti non lineari del vetro crescono con la potenza. Ogni chilometro aggiunto rende più difficile reggere la stessa velocità, ed è per questo che i cavi posati stanno due ordini di grandezza sotto il primato di laboratorio.
In ottetti, un petabit al secondo è 125 terottetti al secondo, all’incirca l’archiviazione di centoventicinque grossi dischi rigidi mossa ogni secondo. Nulla a nessuno dei due capi di un tale collegamento potrebbe produrre né assorbire dati a quel ritmo; la cifra descrive la capienza del mezzo e non un suo uso.
Al livello della rete l’unità serve per somme. La capienza totale d’interconnessione di un centro di calcolo assai grande, la capienza congiunta di tutti i cavi che approdano su un continente e il traffico di picco delle maggiori reti di contenuti si danno in petabit al secondo. Sono somme su migliaia di collegamenti e non la valutazione di uno solo.
Vale la pena notare la traiettoria. La capienza transoceanica è cresciuta di circa un fattore dieci ogni sette o otto anni per parecchi decenni, spinta quasi interamente da un’elettronica migliore e da codici migliori anziché da più vetro. Se ciò prosegue, il petabit al secondo descriverà un cavo in servizio entro una generazione.
Un petabit al secondo equivale a 1000 terabit al secondo, a 125 terottetti al secondo o a circa 0,8882 pebibit al secondo.