Conversione da 2 Gibibit a Petabit

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Formula per convertire Gibibit (Gibit) in Petabit (Pbit)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Gibibit a Petabit

Gibibit (Gibit)Petabit (Pbit)
1 Gibibit0.000001073741824 Pbit
2 Gibibit0.000002147483648 Pbit
3 Gibibit0.000003221225472 Pbit
4 Gibibit0.000004294967296 Pbit
5 Gibibit0.00000536870912 Pbit
10 Gibibit0.00001073741824 Pbit
20 Gibibit0.00002147483648 Pbit
25 Gibibit0.0000268435456 Pbit
50 Gibibit0.0000536870912 Pbit
100 Gibibit0.0001073741824 Pbit

Valori di riferimento di dati

RiferimentoGibibit (Gibit)Petabit (Pbit)
A plain text message (160 characters)0.00000119209 Gibit1.28 × 10-12 Pbit
A three-minute MP30.0223517 Gibit0.000000024 Pbit
A smartphone photo0.0298023 Gibit0.000000032 Pbit
A high-definition film29.8023 Gibit0.000032 Pbit
A dual-layer Blu-ray disc372.529 Gibit0.0004 Pbit

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Gibibit (Gibit)

Il gibibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1 073 741 824 bit, ossia 1024 mebibit o due alla trentesima. Il suo simbolo è Gibit. È la controparte binaria del gigabit, e i due differiscono oggi del 7,4 per cento: un divario largo abbastanza perché scambiarli in un ordine d’acquisto sia un errore vero.

La sua casa pratica è l’industria della memoria. I chip di memoria dinamica si fabbricano in capienze binarie perché la loro organizzazione interna è una griglia rettangolare di righe e colonne, entrambe indirizzate in binario. Un componente descritto come da 8 gigabit nel materiale commerciale è una piastrina da 8 gibibit, che tiene 8 589 934 592 bit, e otto di esse formano gli 8 gibiottetti che un modulo di memoria reclamizza come 8 GB.

La memoria flash segue la stessa regola per la stessa ragione, con una sfumatura: le piastrine flash contengono blocchi di riserva per sostituire le celle che si logorano, sicché la capienza utilizzabile di un’unità è di proposito minore di quella grezza dei suoi chip. I costruttori danno poi la cifra utilizzabile in unità decimali, ed è così che un’unità costruita con pezzi binari finisce etichettata con un numero decimale.

Il divario del 7,4 per cento spiega buona parte della confusione quotidiana. Un modulo di memoria da 8 gibiottetti e un’unità a stato solido da 8 gigaottetti non sono della stessa misura, benché entrambi si scrivano 8 GB. Il modulo tiene 8,59 gigaottetti; l’unità ne tiene 8,00. Nessuna delle due cifre è sbagliata, ma contano in basi diverse e non si confrontano senza conversione.

Un gibibit è 134 217 728 ottetti, ossia 128 mebiottetti. In termini quotidiani sono circa centotrenta megaottetti: una ventina di fotografie, o due minuti di video ad alta definizione. Non è una gran quantità di dati per gli usi odierni, ed è per questo che l’unità compare nelle specifiche dei componenti e non nelle descrizioni dei file.

Il simbolo giusto, Gibit, si usa nelle schede tecniche e nelle norme, ma quasi mai nella pubblicità. Quando un documento scrive Gb senza altra spiegazione, l’ipotesi prudente è che la memoria indichi la quantità binaria e la rete quella decimale, e che un autore attento avrebbe scritto Gibit o Gbit per dire quale.

Un gibibit equivale a 1 073 741 824 bit, a 1024 mebibit, a 134 217 728 ottetti o a circa 1,074 gigabit.


Informazioni sul Petabit (Pbit)

Il petabit è un’unità d’informazione digitale pari a mille terabit, ossia un milione di miliardi di bit. Il suo simbolo è Pbit. Sta al confine fra le quantità che si installano di routine e quelle che appartengono ancora ai laboratori di ricerca e ai totali sommati su reti intere.

Un petabit è 125 terottetti. È l’archiviazione di circa centoventicinque grossi dischi rigidi di consumo, o in termini più quotidiani circa trentamila ore di video ad alta definizione: tre anni e mezzo di visione ininterrotta. Nessun apparecchio singolo tiene un petabit; il numero descrive sistemi e non oggetti.

L’uso più notevole dell’unità sta nei primati di trasmissione ottica. Gruppi di ricerca in Giappone, nei Paesi Bassi e altrove hanno portato più di un petabit al secondo in un solo filo di fibra, unendo la fibra a più nuclei — vari cammini che guidano la luce dentro un medesimo rivestimento — a centinaia di lunghezze d’onda distinte e a una modulazione avanzata. Quei risultati corrono su decine di chilometri in laboratorio, non sulle migliaia che un cavo sottomarino in servizio deve attraversare.

Al livello della rete il petabit descrive capienza sommata. La capienza totale d’interconnessione di un grande centro di calcolo, la capienza congiunta di tutti i cavi che approdano su un continente e la portata di picco delle maggiori reti di contenuti si danno tutte in petabit al secondo. Sono somme su molti collegamenti e non la valutazione di uno solo.

Anche i sistemi di archiviazione giungono alla scala del petabit, benché siano sempre etichettati in ottetti. Un grande archivio scientifico da cento petottetti tiene ottocento petabit, e impianti di quella misura esistono per la genomica, la fisica delle particelle e i dati delle ricognizioni astronomiche. I rivelatori di particelle del CERN scartano la stragrande maggioranza di ciò che vedono proprio perché conservarlo supererebbe perfino queste capienze.

Il prefisso peta viene dal greco per cinque, perché un petabit è mille elevato alla quinta in bit. Quello schema di nomi prosegue verso l’alto con exa per sei e zetta per sette, sicché la scala sopra il petabit è regolare e facile da prolungare.

Un petabit equivale a 1 000 000 000 000 000 di bit, a 1000 terabit, a 125 terottetti o a circa 0,8882 pebibit.