Conversione da 2 Exbiottetti a Bit

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Formula per convertire Exbiottetti (Eio) in Bit (bit)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Exbiottetti a Bit

Exbiottetti (Eio)Bit (bit)
1 Exbiottetto9.22337203685 × 1018 bit
2 Exbiottetti1.84467440737 × 1019 bit
3 Exbiottetti2.76701161106 × 1019 bit
4 Exbiottetti3.68934881474 × 1019 bit
5 Exbiottetti4.61168601843 × 1019 bit
10 Exbiottetti9.22337203685 × 1019 bit
20 Exbiottetti1.84467440737 × 1020 bit
25 Exbiottetti2.30584300921 × 1020 bit
50 Exbiottetti4.61168601843 × 1020 bit
100 Exbiottetti9.22337203685 × 1020 bit

Valori di riferimento di dati

RiferimentoExbiottetti (Eio)Bit (bit)
A plain text message (160 characters)1.38778 × 10-16 Eio1280 bit
A three-minute MP32.60209 × 10-12 Eio24000000 bit
A smartphone photo3.46945 × 10-12 Eio32000000 bit
A high-definition film0.00000000346945 Eio3.2 × 1010 bit
A dual-layer Blu-ray disc0.0000000433681 Eio4 × 1011 bit

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Exbiottetto (Eio)

L’exbiottetto è un’unità d’informazione digitale pari a due alla sessantesima in ottetti, ossia 1024 pebiottetti. Il suo simbolo è Eio. È la controparte binaria dell’exaottetto, e i due differiscono del 15,3 per cento.

Un numero che impiega questa unità è citato più di ogni altro: sedici exbiottetti, la misura dello spazio d’indirizzi che un processore a 64 bit può raggiungere. Due alla sessantaquattresima in ottetti è 16 EiB, e quella cifra è il tetto teorico della memoria di ogni macchina costruita sull’architettura che domina l’informatica dalla metà degli anni Duemila.

Lo stesso limite riappare nei sistemi di file. Un sistema di file che numera i propri blocchi con valori a 64 bit può indirizzare 16 exbiottetti di blocchi, e diversi progetti moderni dichiarano esattamente quello come dimensione massima di volume. Altri dichiarano 8 exbiottetti, avendo riservato un bit per un segno o un contrassegno: un dettaglio che dimezza il limite e che vale la pena conoscere leggendo una specifica.

Nulla si avvicina a queste misure in pratica. I maggiori sistemi d’archiviazione del mondo tengono exaottetti, e il totale di tutti i dati conservati dall’umanità è di qualche centinaio di zettaottetti, ossia decine di migliaia di exbiottetti. Il tetto dei 64 bit fu scelto proprio per non essere raggiunto, e il passaggio dai 32 bit, il cui limite di quattro gibiottetti fu raggiunto in un decennio, spiega perché i progettisti lasciarono tanto margine.

Un exbiottetto è 1 152 921 504 606 846 976 bit e 128 pebiottetti. È una quantità che esiste nelle specifiche, nell’aritmetica degli indirizzi e nei documenti di progetto dei grandi sistemi, e in nessun altro luogo. Descriverla in fotografie o in film non serve, poiché nessuna raccolta delle une o degli altri vi si avvicina.

Il simbolo Eio e il suo fratello decimale Eo differiscono di più di un ottavo, il che è troppo per lasciarlo alla deduzione. Quando un documento scrive EB nel contesto di uno spazio d’indirizzi, intende quasi certamente EiB, perché gli spazi d’indirizzi sono potenze di due per costruzione; quando scrive EB su dati conservati, intende quasi certamente l’unità decimale.

Un exbiottetto equivale a 1024 pebiottetti, a 1 152 921 504 606 846 976 ottetti, a 8 exbibit o a circa 1,153 exaottetti.


Informazioni sul Bit (bit)

Il bit è l’unità fondamentale d’informazione. Il suo simbolo è bit, e il suo nome è una contrazione dell’inglese binary digit, cifra binaria, coniata dallo statistico John Tukey e portata a stampa da Claude Shannon nel suo scritto del 1948 Una teoria matematica della comunicazione, l’opera che fondò la teoria dell’informazione.

Un bit è la quantità d’informazione che porta una sola scelta fra due possibilità ugualmente probabili. Una moneta che cade testa o croce, un interruttore aperto o chiuso, una tensione alta o bassa: ciascuna di queste cose decide un bit. Quella definizione è ciò che fa del bit un’unità e non una mera convenzione di scrittura. Misura quanta incertezza una risposta toglie, e lo fa indipendentemente da ciò di cui trattava la domanda.

L’intuizione di Shannon fu che ciò si poteva contare. Un messaggio tratto da un alfabeto di trentadue simboli ugualmente probabili porta cinque bit per simbolo, perché trentadue è due alla quinta. Se i simboli non sono ugualmente probabili — come non lo sono le lettere di una lingua — la media cala, e quel divario fra il conteggio ingenuo e la media vera è esattamente ciò che la compressione sfrutta. Un file ben compresso è quello da cui i bit ridondanti sono stati tolti.

Nell’apparecchiatura il bit è uno stato fisico: una carica intrappolata su una porta flottante nella memoria flash, il verso di magnetizzazione di un dominio sul piatto di un disco rigido, una fossetta o un piano su un disco ottico, un impulso di luce presente o assente in una fibra. Tutti codificano la stessa grandezza astratta, ed è per questo che i dati passano dall’uno all’altro senza perdita.

Nell’archiviazione i bit non si contano quasi mai a uno a uno. Si raggruppano in ottetti di otto, e la capienza si dà in ottetti o nei loro multipli. La trasmissione è altra cosa: le velocità di rete e d’interfaccia si danno in bit al secondo, sicché un collegamento annunciato a 100 megabit al secondo consegna circa 12,5 megaottetti al secondo. Confondere le due è l’errore aritmetico più diffuso dell’intero campo.

Dove bit singoli si contano davvero è nelle specifiche di finezza e di estensione. Un canale di colore a 8 bit tiene 256 livelli; uno a 10 bit ne tiene 1024. Il suono a 16 bit per campione ha circa 96 decibel di dinamica, e a 24 bit circa 144. Un indirizzo a 64 bit può nominare circa 18 trilioni di posti. In ogni caso, ogni bit aggiunto raddoppia ciò che si può distinguere.

Un bit equivale a 0,125 ottetti, a 0,001 kilobit o a circa 0,0009766 kibibit.