Conversione da 2 Exaottetti a Gigabit

=

Inverti

Formula per convertire Exaottetti (Eo) in Gigabit (Gbit)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Exaottetti a Gigabit

Exaottetti (Eo)Gigabit (Gbit)
1 Exaottetto8000000000 Gbit
2 Exaottetti16000000000 Gbit
3 Exaottetti24000000000 Gbit
4 Exaottetti32000000000 Gbit
5 Exaottetti40000000000 Gbit
10 Exaottetti80000000000 Gbit
20 Exaottetti160000000000 Gbit
25 Exaottetti200000000000 Gbit
50 Exaottetti400000000000 Gbit
100 Exaottetti800000000000 Gbit

Valori di riferimento di dati

RiferimentoExaottetti (Eo)Gigabit (Gbit)
A plain text message (160 characters)1.6 × 10-16 Eo0.00000128 Gbit
A three-minute MP33 × 10-12 Eo0.024 Gbit
A smartphone photo4 × 10-12 Eo0.032 Gbit
A high-definition film0.000000004 Eo32 Gbit
A dual-layer Blu-ray disc0.00000005 Eo400 Gbit

Prova i nostri altri convertitori di unità

LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Exaottetto (Eo)

L’exaottetto è un’unità d’informazione digitale pari a mille petottetti, ossia un miliardo di gigaottetti. Il suo simbolo è Eo. È l’unità con cui si contano i flussi e le riserve di dati del mondo, e appartiene alle civiltà più che alle aziende o alle macchine.

La cifra più citata che la impiega è il traffico mondiale di internet, che superò un exaottetto al mese verso il 2004 e raggiunge oggi parecchie centinaia di exaottetti mensili. Scritto come totale annuo sono parecchie migliaia di exaottetti, ed è per questo che lo zettaottetto entrò in servizio per le cifre annue un decennio fa.

Un’affermazione spesso ripetuta vuole che tutte le parole mai pronunciate dagli esseri umani ammonterebbero a circa cinque exaottetti in testo. La stima viene da uno studio del 2003 ed è assai grossolana, ma rende l’idea: cinque exaottetti sono oggi meno di due settimane di traffico internet. Quale che sia la cifra esatta, il flusso di dati attraverso la rete ha da tempo superato il totale di tutto ciò che l’umanità abbia mai detto.

L’archiviazione alla scala dell’exaottetto esiste solo presso i maggiori fornitori di nuvola, e anche là è ripartita su decine di edifici in più continenti. La produzione annua di tutti i dischi rigidi e di tutta la memoria flash del mondo insieme è di qualche centinaio di exaottetti, sicché l’exaottetto è anche l’unità naturale per descrivere la produzione di un intero settore.

Ciò che si conserva a questa scala non è in gran parte quel che la gente immagina. Dominano le copie di sicurezza, le repliche, i registri, la telemetria, i corpora d’addestramento dell’apprendimento automatico e il video serbato per ragioni normative. L’opera umana creata di proposito — documenti, fotografie, registrazioni che qualcuno ha scelto di fare e di serbare — è una frazione piccola e calante del tutto.

Il prefisso exa fa parte del sistema metrico dal 1975, adottato nella stessa conferenza di peta. All’epoca erano prefissi senza applicazioni, definiti per completezza. Che entrambi siano divenuti in trent’anni unità di lavoro di un settore commerciale è la misura più chiara della rapidità con cui l’informazione digitale è cresciuta.

Un exaottetto equivale a 1000 petottetti, a 1 000 000 000 di gigaottetti, a 8 exabit o a circa 0,8674 exbiottetti.


Informazioni sul Gigabit (Gbit)

Il gigabit è un’unità d’informazione digitale pari a un miliardo di bit. Il suo simbolo è Gbit. È l’unità che dà nome allo standard attuale delle reti via cavo, e la parola gigabit è divenuta l’abbreviazione di un certo livello di prestazione più che di una mera quantità.

L’Ethernet gigabit, normata nel 1998 e nel 1999, porta un gigabit al secondo su comune cablaggio a coppie intrecciate di rame fino a cento metri. Sostituì lo standard da cento megabit che la precedeva e resta il collegamento incorporato nella maggior parte di calcolatori, commutatori e instradatori. Quella sola decisione fissò il senso di gigabit per un’intera generazione di ingegneri.

In ottetti, un gigabit è 125 megaottetti. Un collegamento da un gigabit al secondo muove dunque circa 125 megaottetti al secondo in condizioni ideali, sicché un film da due gigaottetti si trasferisce in una sedicina di secondi. I trasferimenti reali sono più lenti, perché il carico del protocollo, la velocità del disco e l’altro capo del collegamento impongono ciascuno i propri limiti, ed è raro che l’archiviazione tenga il passo della rete a queste velocità.

Le offerte domestiche in fibra reclamizzano ormai di routine il gigabit, e in molti paesi il numero è divenuto una soglia commerciale più che tecnica. Pochissime case riescono a usarlo: un collegamento a gigabit basta a trasmettere circa duecento flussi video ad alta definizione insieme. Il suo vero vantaggio non è la velocità di picco ma il margine, poiché un collegamento mai vicino alla propria capienza mantiene una latenza bassa e costante.

I chip di memoria si specificano in gigabit per la stessa ragione per cui i minori si specificano in megabit: il conteggio rispecchia il numero di celle di memoria sulla piastrina. Un chip da 8 gigabit tiene un gigaottetto, e otto chip simili formano un modulo da 8 gigaottetti. La memoria flash segue la stessa convenzione, sicché una piastrina flash da 512 gigabit tiene 64 gigaottetti.

Sopra il gigabit la scala prosegue per migliaia. L’Ethernet da dieci gigabit è standard nei centri di calcolo, i collegamenti da quaranta e da cento gigabit uniscono edifici e città, e la dorsale di internet corre a multipli di questi. Ogni gradino serba lo stesso rapporto con l’ottetto, e ogni gradino si dà in bit al secondo perché è ciò che l’ottica e il rame trasportano davvero.

Un gigabit equivale a 1 000 000 000 di bit, a 1000 megabit, a 125 megaottetti o a circa 0,9313 gibibit.