| Anni luce (ly) | Leghe (lea) |
|---|---|
| 1 Anno luce | 1959541791061 lea |
| 2 Anni luce | 3919083582122 lea |
| 3 Anni luce | 5878625373184 lea |
| 4 Anni luce | 7838167164245 lea |
| 5 Anni luce | 9797708955306 lea |
| 10 Anni luce | 19595417910612 lea |
| 20 Anni luce | 39190835821224 lea |
| 25 Anni luce | 48988544776530 lea |
| 50 Anni luce | 97977089553060 lea |
| 100 Anni luce | 195954179106120 lea |
| Riferimento | Anni luce (ly) | Leghe (lea) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper (long side) | 3.13929 × 10-17 ly | 0.0000615157 lea |
| Average adult human height | 1.7969 × 10-16 ly | 0.00035211 lea |
| A football pitch (length) | 1.10985 × 10-14 ly | 0.021748 lea |
| A marathon | 4.46002 × 10-12 ly | 8.73959 lea |
| Height of Mount Everest | 9.3534 × 10-13 ly | 1.83284 lea |
L’anno luce è la distanza che la luce percorre nel vuoto durante un anno giuliano, pari a esattamente 9 460 730 472 580 800 metri, ovvero a circa 9,46 bilioni di chilometri. Il simbolo è ly.
È un’unità di distanza e non di tempo, punto che il nome oscura e che provoca una confusione tenace. La sua esattezza discende da due grandezze definite: la velocità della luce è fissata a 299 792 458 metri al secondo, e l’anno giuliano è definito come esattamente 365,25 giorni da 86 400 secondi. Il prodotto delle due dà una cifra priva di qualsiasi incertezza di misura.
Il pregio dell’unità è rendere esplicita la velocità finita della luce. Osservare un oggetto a dodici anni luce significa vederlo com’era dodici anni fa, e questo ritardo non è una curiosità ma il fondamento della cosmologia osservativa. Le galassie più lontane osservate distano miliardi di anni luce, sicché i telescopi sono di fatto strumenti per guardare nel passato.
Le distanze vicine appaiono modeste alla scala dell’unità. Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, dista 4,25 anni luce. Sirio 8,6. Il centro della Via Lattea si trova a circa 26 000 anni luce dalla Terra, e la galassia si estende per all’incirca 100 000. La Galassia di Andromeda dista circa 2,5 milioni di anni luce ed è visibile a occhio nudo da un sito buio, il che ne fa l’oggetto più remoto che la maggior parte delle persone vedrà mai direttamente.
Gli astronomi professionisti preferiscono in genere il parsec, che discende naturalmente dalla misura della parallasse, e le riviste riportano le distanze in parsec, kiloparsec e megaparsec. L’anno luce prevale nella divulgazione perché non richiede altra spiegazione che la velocità della luce.
Unità affini applicano lo stesso principio a scale minori. Il secondo luce, circa 300 000 chilometri, si avvicina alla distanza Terra-Luna, e gli ingegneri delle radiocomunicazioni usano il nanosecondo luce, all’incirca 30 centimetri, quando ragionano sulla propagazione del segnale lungo un cavo. Il minuto luce e l’ora luce compaiono di tanto in tanto nelle descrizioni del sistema solare esterno.
Un anno luce equivale a 63 241 unità astronomiche, circa 0,3066 parsec o 9,4607 bilioni di chilometri.
La lega è un’unità di lunghezza pari a tre miglia, 24 furlong o esattamente 4828,032 metri. È obsoleta sotto ogni profilo pratico e sopravvive soprattutto nella letteratura e nei documenti storici.
L’unità nacque come misura della distanza che una persona poteva percorrere a piedi in un’ora, il che ne spiega insieme l’ordine di grandezza e la variabilità. Le leghe antiche e medievali differivano molto da regione a regione. La leuga romana misurava circa 2,2 chilometri. Le leghe francese, spagnola e portoghese avevano ciascuna il proprio valore, e la legua spagnola usata nelle concessioni fondiarie coloniali in America differiva ancora, il che complica l’interpretazione dei vecchi registri di proprietà in Texas e nel sud-ovest americano.
L’uso inglese si fissò su tre miglia, cifra che nella pratica non fu mai particolarmente precisa perché dipendeva dal miglio allora vigente. Poiché il miglio stesso fu fissato a 5280 piedi nel 1593, la lega ereditò quella definizione e assunse il valore moderno di 4828,032 metri.
La sua persistenza culturale supera di gran lunga l’uso pratico. Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne misura un percorso e non una profondità, distinzione spesso perduta nei riferimenti correnti: ventimila leghe sono circa 96 000 chilometri, più del doppio della circonferenza terrestre e assai più di qualunque profondità oceanica. Gli stivali delle sette leghe compaiono nelle fiabe francesi come mezzo per coprire distanze in un solo passo. La Carica della Brigata Leggera di Tennyson si apre con mezza lega avanti.
L’unità fu abolita per il commercio nel Regno Unito molto tempo fa e non ha valore legale. Compare talvolta in contesti nautici, dove la lega marina di tre miglia nautiche è un’unità distinta e un poco più lunga.
Poiché l’unità varia tanto fra lingue e secoli, le traduzioni di opere antiche possono fuorviare gravemente. Una distanza espressa in leghe in un documento coloniale spagnolo, in una cronaca medievale francese e in uno statuto inglese può differire di un fattore due, e gli storici che lavorano su tali fonti convertono di norma in unità moderne precisando quale lega abbiano presupposto.
Una lega equivale a 3 miglia, 4828,032 metri o 4,828032 chilometri. Un’ora di cammino di buon passo ne copre assai meno di una.