| Zettabit (Zbit) | Megaottetti (Mo) |
|---|---|
| 1 Zettabit | 125000000000000 Mo |
| 2 Zettabit | 250000000000000 Mo |
| 3 Zettabit | 375000000000000 Mo |
| 4 Zettabit | 500000000000000 Mo |
| 5 Zettabit | 625000000000000 Mo |
| 10 Zettabit | 1.25 × 1015 Mo |
| 20 Zettabit | 2.5 × 1015 Mo |
| 25 Zettabit | 3.125 × 1015 Mo |
| 50 Zettabit | 6.25 × 1015 Mo |
| 100 Zettabit | 1.25 × 1016 Mo |
| Riferimento | Zettabit (Zbit) | Megaottetti (Mo) |
|---|---|---|
| A plain text message (160 characters) | 1.28 × 10-18 Zbit | 0.00016 Mo |
| A three-minute MP3 | 2.4 × 10-14 Zbit | 3 Mo |
| A smartphone photo | 3.2 × 10-14 Zbit | 4 Mo |
| A high-definition film | 3.2 × 10-11 Zbit | 4000 Mo |
| A dual-layer Blu-ray disc | 4 × 10-10 Zbit | 50000 Mo |
Lo zettabit è un’unità d’informazione digitale pari a mille exabit, ossia mille miliardi di miliardi di bit: un uno seguito da ventun zeri. Il suo simbolo è Zbit. È la maggiore unità in cui si riportino ancora di routine quantità reali e misurate di dati, ed è entrata nell’uso comune solo negli ultimi quindici anni.
Uno zettabit è 125 exaottetti. L’espressione che rese familiare il prefisso fu l’era dello zettabyte, coniata per il momento, verso il 2016, in cui il traffico annuo mondiale di internet superò per la prima volta uno zettaottetto. Quella soglia giunse poco più di un decennio dopo che il traffico annuo aveva superato per la prima volta un exaottetto, il che dà una buona idea del ritmo di crescita in gioco.
Le stime della quantità totale di dati esistenti si danno in zettaottetti. La datasfera mondiale — tutto ciò che è conservato su ogni servente, disco, telefono e scheda di memoria, più tutto ciò che viene creato e subito scartato — è posta sopra i cento zettaottetti, ossia oltre ottocento zettabit. Nessuno conta ciò direttamente; le cifre vengono dalle statistiche di fabbricazione e da modelli.
Quasi tutto ciò è generato da macchine e non è mai letto da nessuno. Il video di sorveglianza registrato e poi sovrascritto, la telemetria dei sensori, i registri, le copie di sicurezza e le molte duplicazioni che la ridondanza richiede formano la stragrande maggioranza. La porzione che un essere umano abbia mai guardato è una frazione minuscola del totale, e il suo peso cala ogni anno.
Il prefisso zetta fu adottato nel 1991, insieme a yotta, in una conferenza che dovette anche valutare quali lettere restassero libere. Z e Y furono scelte in parte perché inutilizzate, e lo schema di nomi tratto dai numerali greci e latini era ormai divenuto lasco. Le aggiunte di ronna e quetta nel 2022 hanno prolungato la scala verso l’alto per la stessa ragione.
Per dare prospettiva, uno zettabit d’informazione scritto come testo su una sola riga di caratteri si estenderebbe assai oltre il sistema solare. L’unità non descrive nulla che una persona possa tenere o maneggiare; descrive la produzione accumulata di una civiltà, ed è utile proprio perché quella quantità ha ormai bisogno di un nome.
Uno zettabit equivale a 1000 exabit, a 125 exaottetti o a circa 0,8470 zebibit.
Il megaottetto è un’unità d’informazione digitale pari a un milione di ottetti, ossia otto milioni di bit. Il suo simbolo è Mo. È l’unità del singolo file: una fotografia, una canzone, un documento, lo scaricamento di un’applicazione si misurano tutti in megaottetti, il che ne fa l’unità di dati più letta nella vita quotidiana.
Le cifre consuete meritano di essere tenute a mente. Una fotografia da telefono è di 2-5 megaottetti, una fotografia grezza da macchina a obiettivi intercambiabili di 25-50. Una canzone compressa, 3-10. Un minuto di video ad alta definizione, circa 100. Un lungo documento di testo, meno di uno. Un aggiornamento del sistema operativo è di parecchie migliaia, ed è per questo che si dà in gigaottetti.
Il megaottetto porta inoltre l’errore di unità più famigerato della storia informatica. Il dischetto detto da 1,44 MB non tiene né 1,44 milioni di ottetti né 1,44 volte 1 048 576. La sua capienza è di 1440 kibiottetti, ossia 1 474 560 ottetti: i costruttori moltiplicarono un chilo binario per un migliaio decimale e produssero una cifra che non è giusta in alcun sistema. Resta l’illustrazione classica del perché occorressero i prefissi della IEC.
I dischi compatti sono più netti: un disco normale tiene circa 700 megaottetti di dati, o 74-80 minuti di suono, e quella capienza fu il limite pratico della distribuzione di programmi per un decennio. Prima di essi, distribuire un programma significava una scatola di dischetti, e dopo di essi un DVD teneva circa 4,7 gigaottetti, quasi sette volte tanto.
Le dimensioni di memoria toccarono i megaottetti all’inizio degli anni Novanta e vi restarono un decennio. Quattro megaottetti erano agevoli nel 1993 e insufficienti nel 1998, il che segue l’arrivo delle interfacce grafiche e del web. Oggi una sola scheda di un navigatore occupa di routine più memoria di un intero calcolatore di quell’epoca.
Il divario fra decimale e binario conta a questa scala. Un megaottetto è un milione di ottetti, ma un mebiottetto è 1 048 576, e un file dichiarato da 100 MB da un programma può apparire da 95,4 MB in un altro. La differenza è del 4,9 per cento: abbastanza piccola da sfuggire e abbastanza grande da suscitare discussioni sul buon esito di uno scaricamento.
Un megaottetto equivale a 1 000 000 di ottetti, a 1000 kilottetti, a 8 megabit o a circa 0,9537 mebiottetti.