| Ettopascal (hPa) | Micropascal (µPa) |
|---|---|
| 1 Ettopascal | 100000000 µPa |
| 2 Ettopascal | 200000000 µPa |
| 3 Ettopascal | 300000000 µPa |
| 4 Ettopascal | 400000000 µPa |
| 5 Ettopascal | 500000000 µPa |
| 10 Ettopascal | 1000000000 µPa |
| 20 Ettopascal | 2000000000 µPa |
| 25 Ettopascal | 2500000000 µPa |
| 50 Ettopascal | 5000000000 µPa |
| 100 Ettopascal | 10000000000 µPa |
| Riferimento | Ettopascal (hPa) | Micropascal (µPa) |
|---|---|---|
| Atmospheric pressure at sea level | 1013.25 hPa | 1.01325 × 1011 µPa |
| Healthy blood pressure (120 mmHg) | 160 hPa | 1.6 × 1010 µPa |
| A car tyre | 2200 hPa | 2.2 × 1011 µPa |
| A racing bicycle tyre | 6000 hPa | 6 × 1011 µPa |
L’ettopascal è un’unità di pressione pari a cento pascal. Il suo simbolo è hPa. Vale esattamente un millibar, e quella identità è tutta la ragione della sua esistenza: quando la meteorologia passò alle unità del Sistema internazionale negli anni ottanta, l’ettopascal permise a ogni barometro, carta e bollettino di conservare intatte le proprie cifre cambiando solo il nome scritto sopra.
Il tempo è la sua casa e quasi il suo unico impiego. La pressione atmosferica normale al livello del mare è di 1013,25 ettopascal, un anticiclone insediato segna da 1020 a 1035, e una profonda depressione atlantica può scendere sotto 950. Le isobare di una carta sinottica si tracciano ogni quattro ettopascal, sicché la distanza fra le linee è un’immagine diretta di quanto forte soffierà il vento.
L’intensità delle tempeste si riporta allo stesso modo. La pressione centrale di un ciclone tropicale è la misura più citata della sua forza, e la più bassa pressione al livello del mare mai registrata fu di 870 ettopascal nel tifone Tip del 1979. Un calo di qualche decina di ettopascal in una giornata basta a trasformare un tempo ordinario in un evento severo.
La quota cambia la lettura in modo costante. Vicino al livello del mare la pressione scende di circa un ettopascal ogni otto metri di dislivello guadagnato, ed è per questo che un altimetro barometrico funziona e per questo che un barometro di casa reagisce se lo si porta al piano di sopra. Quel gradiente si attenua con la quota, sicché la relazione vale solo nei primi chilometri.
L’aviazione affida a quest’unità la propria sicurezza. Chi pilota regola l’altimetro su un valore di pressione locale dato in ettopascal affinché tutti coloro che condividono uno spazio aereo misurino la quota dallo stesso riferimento, e sopra una quota di transizione definita tutti gli aeromobili passano alla regolazione standard di 1013 ettopascal perché la separazione verticale si conservi qualunque sia il tempo. La pratica nordamericana usa i pollici di mercurio allo stesso fine, e le due non vanno mai confuse.
Per convertire, un ettopascal è esattamente un millibar, 0,1 chilopascal e circa 0,0295 pollici di mercurio. È quest’ultima cifra da tenere d’occhio, poiché una lettura di 30 pollici di mercurio e una di 1016 ettopascal descrivono lo stesso pomeriggio.
Un ettopascal equivale a 100 pascal, a 1 millibar, a 0,1 chilopascal o a circa 0,0295 pollici di mercurio.
Il micropascal è un’unità di pressione pari a un milionesimo di pascal. Il suo simbolo è µPa. È fra le più piccole unità di pressione d’uso pratico, e deve il suo posto a un solo numero: 20 micropascal, la pressione di riferimento rispetto alla quale si misura ogni livello sonoro in aria.
Quella cifra è la soglia dell’udito — all’incirca il suono più tenue che un orecchio giovane e sano rilevi a una frequenza di circa 1000 hertz. Quando gli acustici definirono la scala dei decibel per il suono aereo occorreva loro una pressione fissa di confronto, e scelsero quella soglia. Zero decibel significa una pressione sonora di 20 micropascal; ogni valore in decibel citato per una strada, una macchina o un concerto è un rapporto rispetto a quel numero.
La scala che ne segue è ripida. Venti decibel sono dieci volte la pressione di riferimento, cioè 200 micropascal. Sessanta decibel, una conversazione comune, ne sono mille volte, cioè 20 millipascal. Centoventi decibel, la soglia del dolore, ne sono un milione di volte: 20 pascal. L’orecchio copre in pressione un intervallo di un milione a uno, e il micropascal ne occupa il fondo.
L’acustica subacquea usa la stessa unità ma un altro riferimento. Il suono in acqua si riferisce a 1 micropascal e non a 20, perché la soglia dell’udito umano non ha senso in mare. Quella differenza pesa moltissimo: un livello citato in decibel sott’acqua non è confrontabile con uno in aria, e la distanza fra le due convenzioni è di circa 26 decibel prima di ogni altra correzione. I valori del sonar, le misure del canto delle balene e gli studi sul rumore del traffico navale portano per questo la dicitura re 1 µPa.
Fuori dall’acustica il micropascal compare nella scienza del vuoto. Un buon alto vuoto sta sui 100 micropascal, e l’ultra alto vuoto, il regime della fisica delle superfici e degli acceleratori di particelle, va da pochi micropascal giù fino ai nanopascal. Portare una camera a quel livello richiede ore di cottura per staccare dalle pareti il gas adsorbito.
L’unità affiora anche nella pressione di radiazione e nelle differenze di pressione piccolissime che gli strumenti di laboratorio risolvono. Ciò che si misura in micropascal è una misura e non una forza che qualcuno avverta, ed è proprio questo a rendere tanto utile la convenzione dei livelli di riferimento.
Un micropascal equivale a 0,000001 pascal, a 0,001 millipascal, a 1000 nanopascal o a circa 0,000000000145 libbre per pollice quadrato.