| Ettometri (hm) | Pollici (in) |
|---|---|
| 1 Ettometro | 3937.00787402 in |
| 2 Ettometri | 7874.01574803 in |
| 3 Ettometri | 11811.023622 in |
| 4 Ettometri | 15748.0314961 in |
| 5 Ettometri | 19685.0393701 in |
| 10 Ettometri | 39370.0787402 in |
| 20 Ettometri | 78740.1574803 in |
| 25 Ettometri | 98425.1968504 in |
| 50 Ettometri | 196850.393701 in |
| 100 Ettometri | 393700.787402 in |
| Riferimento | Ettometri (hm) | Pollici (in) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper (long side) | 0.00297 hm | 11.6929 in |
| Average adult human height | 0.017 hm | 66.9291 in |
| A football pitch (length) | 1.05 hm | 4133.86 in |
| A marathon | 421.95 hm | 1661220 in |
| Height of Mount Everest | 88.49 hm | 348386 in |
L’ettometro vale cento metri e si scrive hm. Impiega il prefisso SI etto, dal greco hekaton, che significa cento. Come il decametro e il decimetro, è un’unità legittima che l’uso corrente ha in larga parte aggirato a favore di metri e chilometri.
La sua applicazione più netta riguarda la misura dei terreni, dove compare indirettamente. Un ettometro quadrato equivale a 10 000 metri quadrati, cioè esattamente a un ettaro. L’ettaro è l’unità consueta di superficie in agricoltura, selvicoltura e catasto in gran parte del mondo, sicché l’ettometro è radicato nella pratica quotidiana benché la lunghezza in sé sia raramente nominata. Un campo quadrato di un ettometro di lato copre un ettaro.
Le infrastrutture ferroviarie e stradali costituiscono l’altro impiego comune. Diverse reti ferroviarie europee segnano le distanze con cippi ettometrici, collocando un riferimento ogni cento metri lungo la linea. Questi riferimenti danno alle squadre di manutenzione e ai dirigenti movimento una localizzazione precisa, e i rapporti di incidente citano abitualmente un valore di chilometro ed ettometro. Le autostrade olandesi e belghe usano allo stesso modo i marcatori ettometrici, e agli automobilisti si chiede di indicarli quando segnalano un guasto.
L’atletica offre una lunghezza familiare senza usarne il nome. Il rettilineo di una pista all’aperto regolamentare misura un ettometro, e i 100 metri sono la distanza di velocità più breve del programma ufficiale. Nessuno lo chiama lo sprint di un ettometro.
La meteorologia usa l’unità per l’altezza della base delle nubi in alcuni formati di messaggio aeronautico, dove esprimersi in centinaia di metri o di piedi mantiene compatte le cifre.
Carte nautiche e aviazione lavorano per gradini analoghi senza adottarne il nome. La portata visiva di pista è comunicata in centinaia di metri in molti paesi, e la visibilità nei bollettini meteorologici aeronautici è data in metri fino a cinquemila, dunque per incrementi ettometrici. Dove l’unità è usata esplicitamente, come sulle autostrade olandesi, il vantaggio è la precisione: un cippo ettometrico colloca un evento entro cinquanta metri.
L’ingegneria radio dà il nome a un’intera banda a partire da esso. La classificazione internazionale chiama ettometriche le onde fra 100 e 1000 metri, corrispondenti a frequenze da 300 kilohertz a 3 megahertz, e quella banda è l’onda media usata per la radiodiffusione dagli anni venti. Un trasmettitore che lavora a 1000 kilohertz irraggia un’onda lunga tre ettometri, ragione per cui le antenne per onde medie sono alti tralicci e non le corte fruste che servono le frequenze più alte. La denominazione prosegue in entrambi i sensi: la banda sotto è chilometrica e quella sopra decametrica, sicché la scala dei prefissi metrici ricalca esattamente le divisioni dello spettro radio.
Un ettometro equivale a 100 metri, 10 decametri o 0,1 chilometri. Corrisponde a circa 328,084 piedi, ovvero 109,361 iarde.
Il pollice è un’unità di lunghezza pari a esattamente 25,4 millimetri. Corrisponde a un dodicesimo di piede e a un trentaseiesimo di iarda. Il simbolo è in, benché nei contesti tecnici sia diffuso il doppio primo e informalmente lo si sostituisca spesso con virgolette dritte.
Il nome inglese viene dal latino uncia, che significa dodicesima parte e che ha dato all’inglese anche la parola ounce. Le prime definizioni erano anatomiche o agricole. Uno statuto di Edoardo II definiva il pollice come tre chicchi d’orzo disposti uno dopo l’altro, e la larghezza del pollice di un uomo serviva da approssimazione pratica in diverse lingue europee. Il neerlandese e lo svedese usano tuttora, per il pollice, parole che significano pollice inteso come dito.
La sua precisione attuale risale al 1959, quando l’Accordo internazionale sulla iarda e sulla libbra fissò la iarda a esattamente 0,9144 metri per Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica. Prima di quell’accordo il pollice americano e quello britannico differivano di pochissimo, cosa che contava nella lavorazione di precisione. Gli Stati Uniti mantennero un pollice topografico distinto per la misura dei terreni, abbandonato formalmente alla fine del 2022.
Il pollice resta dominante in diversi settori internazionali a prescindere dai sistemi di misura locali. Le dimensioni degli schermi sono indicate in pollici in tutto il mondo, misurate in diagonale. Il diametro dei cerchi, la misura delle ruote delle biciclette, il calibro delle tubazioni e le apparecchiature da rack usano designazioni in pollici, e il rack da 19 pollici è uno standard mondiale. Le dimensioni dei sensori fotografici si esprimono in frazioni di pollice che non corrispondono più ad alcuna misura reale, un lascito della misurazione dei tubi da ripresa televisivi.
La suddivisione è tradizionalmente binaria anziché decimale. Il pollice si dimezza ripetutamente in ottavi, sedicesimi e trentaduesimi, il che si adatta alle tacche dei righelli e alle misure frazionarie di punte e chiavi. I pollici decimali si usano nelle lavorazioni meccaniche, dove i millesimi di pollice si chiamano thou o mil.
Gli schermi e la stampa la tengono in uso quotidiano ben oltre i paesi che la usano per altro. Televisori, monitor e telefoni si vendono ovunque per la diagonale in pollici, sicché un televisore da 55 pollici porta lo stesso nome a Parigi e a Chicago. La tipografia poggia sulla stessa base: vi sono 72 punti in un pollice, convenzione ereditata dal mestiere della stampa e scritta in ogni sistema di caratteri di un calcolatore, e la definizione di un’immagine si cita in punti o pixel per pollice. Chi impagina in un paese metrico da un secolo lavora dunque, senza pensarci, in dodicesimi e settantaduesimi di pollice.
Un pollice equivale esattamente a 25,4 millimetri, 2,54 centimetri o 0,0254 metri.