| Decapascal (daPa) | Libbre per pollice quadrato (psi) |
|---|---|
| 1 Decapascal | 0.0014503773773 psi |
| 2 Decapascal | 0.0029007547546 psi |
| 3 Decapascal | 0.00435113213191 psi |
| 4 Decapascal | 0.00580150950921 psi |
| 5 Decapascal | 0.00725188688651 psi |
| 10 Decapascal | 0.014503773773 psi |
| 20 Decapascal | 0.029007547546 psi |
| 25 Decapascal | 0.0362594344326 psi |
| 50 Decapascal | 0.0725188688651 psi |
| 100 Decapascal | 0.14503773773 psi |
| Riferimento | Decapascal (daPa) | Libbre per pollice quadrato (psi) |
|---|---|---|
| Atmospheric pressure at sea level | 10132.5 daPa | 14.6959 psi |
| Healthy blood pressure (120 mmHg) | 1600 daPa | 2.3206 psi |
| A car tyre | 22000 daPa | 31.9083 psi |
| A racing bicycle tyre | 60000 daPa | 87.0226 psi |
Il decapascal è un’unità di pressione pari a dieci pascal. Il suo simbolo è daPa. Deca è quasi ovunque il prefisso meno usato del sistema metrico, ma il decapascal fa eccezione, perché una disciplina clinica lo ha adottato e conservato: l’audiologia misura in decapascal la pressione dell’orecchio medio.
L’esame in questione è la timpanometria. Una sonda chiude il condotto uditivo e ne fa variare la pressione dell’aria misurando insieme quanto suono il timpano rifletta, e la curva che ne risulta si traccia rispetto alla pressione in decapascal. La scansione va da circa più 200 a meno 400, e la posizione del picco indica la pressione alla quale il timpano si muove più liberamente, che normalmente è la pressione dell’orecchio medio stesso.
Quel solo grafico porta moltissima informazione clinica. Un picco vicino a zero significa che l’orecchio medio è alla stessa pressione della stanza, ed è lo stato sano. Un picco spostato verso meno 200 o oltre suggerisce che la tuba di Eustachio non compensi bene, e una curva piatta senza alcun picco suggerisce liquido dietro il timpano. Ciascuna di queste letture è una posizione su una scala in decapascal.
L’unità fu scelta per la stessa ragione per cui la meteorologia scelse l’ettopascal. La pressione dell’orecchio medio si registrava da tempo in millimetri d’acqua, e un millimetro d’acqua è 0,98 decapascal, sicché il passaggio all’unità metrica lasciò quasi intatti ogni valore clinico e ogni intervallo di riferimento pubblicato. Un cambio di unità che sposta le cifre del due per cento è di quelli che la pratica accetta davvero.
Fuori dall’audiologia il decapascal è di fatto inutilizzato. La ventilazione e le prove di tenuta all’aria degli edifici lavorano a pressioni simili, essendo una prova di tenuta condotta a cinquanta pascal, ma quei valori si scrivono in pascal, e tutto ciò che sta più in alto passa agli ettopascal o ai chilopascal. Il vuoto fra uno e cento pascal resta per il resto senza padrone.
Per dare la scala, dieci pascal sono la pressione che una brezza leggera esercita su una parete, o la differenza fra i due capi di un corridoio ben sigillato quando una porta si apre. È anche all’incirca la variazione di pressione salendo di un piano in ascensore, ed è per questo che in un edificio alto talvolta occorre stappare le orecchie.
Un decapascal equivale a 10 pascal, a 0,1 ettopascal, a circa 1,02 millimetri d’acqua o a circa 0,00145 libbre per pollice quadrato.
La libbra per pollice quadrato è un’unità di pressione pari a 6894,76 pascal. Il suo simbolo è psi. È la forza di una libbra distribuita su un pollice quadrato, ed è l’unità di pressione di lavoro degli Stati Uniti e di moltissime apparecchiature vendute in tutto il mondo, perché gran parte delle macchine oleodinamiche e pneumatiche è progettata secondo specifiche americane.
La sua comparsa più familiare è sugli pneumatici. Un’auto si gonfia fra 30 e 35 libbre per pollice quadrato, uno pneumatico da bicicletta a 80 o più, e un camion pesante attorno a 100. Poiché pressione e impronta a terra reggono insieme il veicolo, una piccola variazione della cifra cambia tenuta, consumo e durata dello pneumatico, ed è per questo che è stampata dentro la portiera di ogni automobile.
Gli impianti in pressione usano la stessa scala. Una linea d’aria d’officina corre a 90 o 120 libbre per pollice quadrato, l’acqua di casa arriva a 40 o 80, le macchine oleodinamiche lavorano attorno a 3000, e una bombola da immersione piena ne tiene 3000 o più. La comoda coincidenza è che la pressione atmosferica è di 14,7 libbre per pollice quadrato, sicché una lettura di 30 significa all’incirca tre volte l’atmosferica in termini assoluti.
Quella distinzione assoluta è scritta nel simbolo stesso. I tecnici scrivono psig per la pressione relativa, misurata sopra l’aria circostante, e psia per quella assoluta, misurata dal vuoto. Uno pneumatico a 32 psig sta a 46,7 psia, e confondere le due in un calcolo di quantità di gas o di resistenza di un recipiente produce un errore di un’atmosfera, che alle basse pressioni è quasi tutta la risposta.
L’aviazione la usa per il differenziale di cabina. Un aereo di linea mantiene in crociera una differenza di pressione di circa otto o nove libbre per pollice quadrato fra cabina e aria esterna, e la fusoliera è progettata e provata a fatica contro quel carico ripetuto. Quella cifra fissa la quota effettiva di cabina e quindi come si sentano i passeggeri al termine di un volo lungo.
La conversione al metrico è esatta ma poco memorabile, poiché una libbra per pollice quadrato è 6894,76 pascal. Le due regole da portarsi appresso sono che un bar è circa 14,5 libbre per pollice quadrato e che una libbra per pollice quadrato è circa sette chilopascal; entrambe bastano per valutare un manometro e nessuna basta per un calcolo di progetto.
Una libbra per pollice quadrato equivale a 6894,76 pascal, a circa 0,0689 bar, a circa 6,89 chilopascal o a circa 0,068 atmosfere.