Conversione da 50 Ottetti a Megaottetti

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Formula per convertire Ottetti (octet) in Megaottetti (Mo)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Ottetti a Megaottetti

Ottetti (octet)Megaottetti (Mo)
1 Ottetto0.000001 Mo
2 Ottetti0.000002 Mo
3 Ottetti0.000003 Mo
4 Ottetti0.000004 Mo
5 Ottetti0.000005 Mo
10 Ottetti0.00001 Mo
20 Ottetti0.00002 Mo
25 Ottetti0.000025 Mo
50 Ottetti0.00005 Mo
100 Ottetti0.0001 Mo

Valori di riferimento di dati

RiferimentoOttetti (octet)Megaottetti (Mo)
A plain text message (160 characters)160 octet0.00016 Mo
A three-minute MP33000000 octet3 Mo
A smartphone photo4000000 octet4 Mo
A high-definition film4 × 109 octet4000 Mo
A dual-layer Blu-ray disc5 × 1010 octet50000 Mo

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Ottetto (octet)

L’ottetto è un’unità d’informazione digitale pari a esattamente otto bit. Il suo simbolo è octet, e il suo nome viene dal latino per un gruppo di otto. È l’unità in cui si conta quasi ogni dato conservato, e vale la pena sapere perché si chiami ottetto e non byte.

Un byte era in origine il numero di bit che una macchina usava per tenere un carattere, e quel numero non era fisso. I primi calcolatori usarono byte di sei bit, alcuni di sette, pochi di nove. L’IBM System/360 del 1964 si fermò a otto e il suo successo commerciale fece di otto la norma, ma la parola byte serbò il suo senso antico, dipendente dalla macchina, nelle specifiche in cui l’ambiguità era pericolosa.

Il mondo delle reti adottò perciò l’ottetto. Quando una norma di protocollo dice che un campo d’intestazione è lungo quattro ottetti, nessun lettore al mondo può intenderlo se non come trentadue bit. Le norme di internet pubblicate dall’IETF usano ottetto dappertutto proprio per questo, e il francese, il rumeno e altre lingue adottarono la parola anche per l’uso comune, sicché un disco rigido venduto in Francia si misura in gigaottetti.

Otto bit tengono 256 valori distinti, ed è per questo che tante cose vengono in unità di 256. Un canale di colore va da 0 a 255. Un indirizzo IPv4 è di quattro ottetti, scritti come quattro numeri fra 0 e 255. L’insieme di caratteri ASCII originario usava sette bit, lasciandone uno libero, e le varie estensioni a otto bit che seguirono riempirono ciascuna quel bit avanzato con un diverso insieme di lettere accentate: il guazzabuglio che Unicode finì per sostituire.

La codifica moderna del testo conta ancora in ottetti. UTF-8 usa un ottetto per l’alfabeto latino senza accenti, due per la maggior parte delle lettere accentate europee e per il greco e il cirillico, tre per il cinese, il giapponese e il coreano, e quattro per il resto. Ecco perché la stessa frase occupa spazi diversi in lingue diverse, e perché un limite di lunghezza misurato in ottetti non è un limite di caratteri.

La capienza di archiviazione, la dimensione dei file, la memoria e il carico utile della rete si danno tutti in ottetti o nei loro multipli. Le velocità di trasmissione fanno eccezione, dandosi in bit al secondo, e il fattore otto fra le due convenzioni è la maggiore fonte di confusione del campo.

Un ottetto equivale a 8 bit, a 0,008 kilobit o a 0,001 kilottetti.


Informazioni sul Megaottetto (Mo)

Il megaottetto è un’unità d’informazione digitale pari a un milione di ottetti, ossia otto milioni di bit. Il suo simbolo è Mo. È l’unità del singolo file: una fotografia, una canzone, un documento, lo scaricamento di un’applicazione si misurano tutti in megaottetti, il che ne fa l’unità di dati più letta nella vita quotidiana.

Le cifre consuete meritano di essere tenute a mente. Una fotografia da telefono è di 2-5 megaottetti, una fotografia grezza da macchina a obiettivi intercambiabili di 25-50. Una canzone compressa, 3-10. Un minuto di video ad alta definizione, circa 100. Un lungo documento di testo, meno di uno. Un aggiornamento del sistema operativo è di parecchie migliaia, ed è per questo che si dà in gigaottetti.

Il megaottetto porta inoltre l’errore di unità più famigerato della storia informatica. Il dischetto detto da 1,44 MB non tiene né 1,44 milioni di ottetti né 1,44 volte 1 048 576. La sua capienza è di 1440 kibiottetti, ossia 1 474 560 ottetti: i costruttori moltiplicarono un chilo binario per un migliaio decimale e produssero una cifra che non è giusta in alcun sistema. Resta l’illustrazione classica del perché occorressero i prefissi della IEC.

I dischi compatti sono più netti: un disco normale tiene circa 700 megaottetti di dati, o 74-80 minuti di suono, e quella capienza fu il limite pratico della distribuzione di programmi per un decennio. Prima di essi, distribuire un programma significava una scatola di dischetti, e dopo di essi un DVD teneva circa 4,7 gigaottetti, quasi sette volte tanto.

Le dimensioni di memoria toccarono i megaottetti all’inizio degli anni Novanta e vi restarono un decennio. Quattro megaottetti erano agevoli nel 1993 e insufficienti nel 1998, il che segue l’arrivo delle interfacce grafiche e del web. Oggi una sola scheda di un navigatore occupa di routine più memoria di un intero calcolatore di quell’epoca.

Il divario fra decimale e binario conta a questa scala. Un megaottetto è un milione di ottetti, ma un mebiottetto è 1 048 576, e un file dichiarato da 100 MB da un programma può apparire da 95,4 MB in un altro. La differenza è del 4,9 per cento: abbastanza piccola da sfuggire e abbastanza grande da suscitare discussioni sul buon esito di uno scaricamento.

Un megaottetto equivale a 1 000 000 di ottetti, a 1000 kilottetti, a 8 megabit o a circa 0,9537 mebiottetti.