Conversione da 4 Tebiottetti al secondo a Pebiottetti al secondo

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Formula per convertire Tebiottetti al secondo (Tio/s) in Pebiottetti al secondo (Pio/s)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Tebiottetti al secondo a Pebiottetti al secondo

Tebiottetti al secondo (Tio/s)Pebiottetti al secondo (Pio/s)
1 Tebiottetto al secondo0.0009765625 Pio/s
2 Tebiottetti al secondo0.001953125 Pio/s
3 Tebiottetti al secondo0.0029296875 Pio/s
4 Tebiottetti al secondo0.00390625 Pio/s
5 Tebiottetti al secondo0.0048828125 Pio/s
10 Tebiottetti al secondo0.009765625 Pio/s
20 Tebiottetti al secondo0.01953125 Pio/s
25 Tebiottetti al secondo0.0244140625 Pio/s
50 Tebiottetti al secondo0.048828125 Pio/s
100 Tebiottetti al secondo0.09765625 Pio/s

Valori di riferimento di velocità di trasferimento dati

RiferimentoTebiottetti al secondo (Tio/s)Pebiottetti al secondo (Pio/s)
A dial-up modem0.00000000636646 Tio/s6.21725 × 10-12 Pio/s
Typical home broadband0.0000113687 Tio/s0.0000000111022 Pio/s
Gigabit Ethernet0.000113687 Tio/s0.000000111022 Pio/s
Streaming a 4K film0.00000284217 Tio/s0.00000000277556 Pio/s

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Tebiottetto al secondo (Tio/s)

Il tebiottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 gibiottetti al secondo, ossia due alla quarantesima in ottetti al secondo. Il suo simbolo è Tio/s. È la controparte binaria del terottetto al secondo, e i due differiscono del 10 per cento.

Nulla fuori di una macchina grande muove dati con questa rapidità. La velocità descrive la larghezza di banda della memoria di un acceleratore con memoria impilata, il tessuto interno dell’involucro di un processore di fascia alta, o la portata complessiva di un sistema di file parallelo ripartito su migliaia di dischi. Tutto ciò è costruito con strutture binarie, e i loro totali sono quantità binarie divise per il tempo.

È nel calcolo ad alte prestazioni che l’unità si scrive più spesso. Il sistema d’archiviazione di un supercalcolatore si specifica in base a quanti tebiottetti al secondo riesce a consegnare ai nodi di calcolo, perché quel numero determina con quale rapidità una simulazione possa salvare il proprio stato e riprendere. Una macchina che calcola in fretta ma scrive piano passa il tempo ad attendere.

La differenza del dieci per cento rispetto all’unità decimale è rilevante in quel contesto. Un sistema di file acquistato per consegnare 10 terottetti al secondo e uno che consegni 10 tebiottetti al secondo differiscono di un intero terottetto al secondo, il che in un impianto di quella misura rappresenta una frazione notevole del bilancio per le apparecchiature.

In bit, un tebiottetto al secondo è 8 tebibit al secondo, e in termini decimali circa 1,1 terottetti al secondo. Esprimere la stessa velocità in quattro modi diversi è ordinaria amministrazione a questo livello, perché l’industria dell’archiviazione, quella della memoria, quella delle reti e gli enti di normazione ne preferiscono ciascuno un altro.

Per il confronto quotidiano, un tebiottetto al secondo riempirebbe un grosso disco rigido di consumo in una ventina di secondi. Nessuna interfaccia esterna lo trasporta; la cifra descrive movimento fra componenti dentro un solo sistema, dove i fili sono corti e ve ne sono moltissimi che lavorano in parallelo.

I processori grafici hanno portato questo ritmo alla portata di un solo componente. Una pila di memoria a larga banda saldata direttamente al chip consegna assai più di un tebiotteto al secondo al processore che la usa, e una scheda che ne porta parecchie ne raggiunge alcuni. È quella larghezza di banda, e non la nuda velocità aritmetica, a limitare l’addestramento dei grandi modelli: le unità di calcolo restano inerti se la memoria non riesce a nutrirle. Lo stesso ragionamento spiega perché i progettisti di supercalcolatori dedichino altrettanta cura ai percorsi fra memoria e processore quanta ai processori stessi, e perché il ritmo si citi in unità binarie quando la memoria descritta è indirizzata in potenze di due.

Un tebiottetto al secondo equivale a 1024 gibiottetti al secondo, a 1 099 511 627 776 ottetti al secondo o a circa 1,100 terottetti al secondo.


Informazioni sul Pebiottetto al secondo (Pio/s)

Il pebiottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 tebiottetti al secondo, ossia due alla cinquantesima in ottetti al secondo. Il suo simbolo è Pio/s. È la controparte binaria del petottetto al secondo, e i due differiscono del 12,6 per cento.

Questa velocità esiste solo come somma. La larghezza di banda complessiva della memoria di un intero supercalcolatore, o la capienza sommata del tessuto di rete che ne unisce gli armadi, raggiunge questo intervallo, ed entrambe sono somme su decine di migliaia di componenti, ciascuno dei quali da solo muove qualche centinaio di gibiottetti al secondo.

Se quella somma significhi qualcosa dipende dal calcolo in corso. Un problema che si divide in modo che ogni nodo lavori soprattutto sui propri dati può usare l’intera somma. Un problema in cui ogni nodo debba consultare di continuo tutti gli altri non può, e la larghezza di banda effettiva della macchina scende a ciò che il cammino condiviso più lento consente. Buona parte dell’arte della programmazione parallela sta nel portare i problemi nella prima categoria.

In ottetti, un pebiottetto al secondo è 1 125 899 906 842 624, e in termini decimali circa 1,126 petottetti al secondo. La differenza del 12,6 per cento è l’effetto accumulato di cinque moltiplicazioni per 1,024, ed è ormai grande abbastanza perché nessuna relazione possa lasciare la convenzione taciuta senza introdurre incertezza reale.

L’unità compare anche nelle descrizioni dei sistemi di file paralleli dei maggiori impianti, dove un sistema d’archiviazione ripartito su decine di migliaia di dischi consegna qualche pebiottetto al secondo a un grappolo di calcolo. Quel numero determina con quale rapidità la macchina possa scrivere un punto di ripristino del proprio stato, il che a sua volta determina quanto lavoro si perde quando un componente si guasta — e in una macchina di quella misura qualcosa si sta sempre guastando.

Per un convertitore l’esigenza è semplicemente che l’aritmetica sia esatta e l’etichetta conservata. Moltiplicare cinque volte per 1024 non è difficile; sostituire in silenzio il prefisso decimale è l’errore da evitare.

Un pebiottetto al secondo equivale a 1024 tebiottetti al secondo, a 1 125 899 906 842 624 ottetti al secondo o a circa 1,126 petottetti al secondo.