Conversione da 4 Millimetri quadrati a Centiare

=

Inverti

Formula per convertire Millimetri quadrati (mm²) in Centiare (ca)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Millimetri quadrati a Centiare

Millimetri quadrati (mm²)Centiare (ca)
1 Millimetro quadrato0.000001 ca
2 Millimetri quadrati0.000002 ca
3 Millimetri quadrati0.000003 ca
4 Millimetri quadrati0.000004 ca
5 Millimetri quadrati0.000005 ca
10 Millimetri quadrati0.00001 ca
20 Millimetri quadrati0.00002 ca
25 Millimetri quadrati0.000025 ca
50 Millimetri quadrati0.00005 ca
100 Millimetri quadrati0.0001 ca

Valori di riferimento di area

RiferimentoMillimetri quadrati (mm²)Centiare (ca)
A sheet of A4 paper62370 mm²0.06237 ca
A tennis court260800000 mm²260.8 ca
A football pitch7.14 × 109 mm²7140 ca
One hectare1 × 1010 mm²10000 ca
Central Park, New York3.41 × 1012 mm²3410000 ca

Prova i nostri altri convertitori di unità

LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Millimetro quadrato (mm²)

Il millimetro quadrato è un’unità di area pari a un milionesimo di metro quadrato e si scrive mm². È l’area di un quadrato di un millimetro di lato. È l’unità normale delle sezioni in ingegneria, e in essa si esprimono due delle cifre più gravide di conseguenze nell’edilizia e nell’elettrotecnica.

Il cavo elettrico è la prima. Fuori dall’America settentrionale i conduttori si specificano per la sezione in millimetri quadrati: 1,5 mm² per i circuiti di illuminazione, 2,5 mm² per le prese, 6 mm² per una cucina e 16 o 25 mm² per l’allacciamento di una casa. La portata segue da vicino la sezione, sicché un conduttore di rame da 2,5 mm² porta senza pericolo una ventina di ampere in un impianto domestico ordinario, e l’intera normativa degli impianti poggia su quella relazione.

L’America settentrionale usa invece il calibro AWG, in cui i numeri corrono all’indietro e i passi non sono proporzionali: il calibro 14 è circa 2,08 mm² e il 12 circa 3,31. Convertire fra i due sistemi è fra i compiti più esposti all’errore del mestiere elettrico, perché un numero di calibro non dice nulla sulla sezione finché non lo si cerca in tabella.

Il secondo uso decisivo è la tensione nel materiale. Un newton per millimetro quadrato vale esattamente un megapascal, ed è per questo che i disegni strutturali danno le resistenze di acciaio e calcestruzzo in N/mm². Un acciaio da costruzione comune si designa S355 perché snerva a 355 newton per millimetro quadrato, e un calcestruzzo C30/37 raggiunge 30 newton per millimetro quadrato nella prova su cilindro. I bulloni si classificano allo stesso modo, per la loro area resistente: un bullone M10 ne ha 58 millimetri quadrati.

Anche l’elettronica misura qui i propri prodotti. Un grande chip di processore copre fra 300 e 600 millimetri quadrati, e il costo di un componente dipende direttamente da quel numero, perché una fetta di silicio offre un’area fissa. Un sensore fotografico a pieno formato è 864 millimetri quadrati contro circa 30 di quello di un telefono, e lì sta gran parte del motivo per cui i due si comportano così diversamente in scarsa luce.

Sotto il millimetro quadrato la scala metrica prosegue fino al micrometro quadrato, usato per i transistori e la biologia cellulare, ma quasi nulla nella fabbricazione ordinaria deve scendere oltre. Sopra, il centimetro quadrato subentra ai cento millimetri quadrati.

Un millimetro quadrato equivale a 0,01 centimetri quadrati, a 0,000001 metri quadrati o a circa 0,00155 pollici quadrati.


Informazioni sul Centiara (ca)

La centiara è un’unità di area pari a un centesimo di ara, il che la rende esattamente un metro quadrato. Il suo simbolo è ca. È l’unica unità d’uso corrente che duplichi esattamente un’altra sotto nome diverso, e la ragione della sua esistenza sta nella tenuta dei registri e non nella misura.

Quando la legge metrica francese del 1795 istituì l’ara come unità decimale della terra, le costruì attorno una scala completa: l’ettaro sopra e la centiara sotto. I catasti adottarono allora una forma a tre colonne, registrando ogni particella come tanti ettari, tante are e tante centiare. L’ultima colonna aveva bisogno di un nome, e il metro quadrato, benché identico, non rientrava nello schema.

Quella forma è ancora in vigore. I registri francese, belga, lussemburghese e olandese scrivono le superfici delle particelle come tre numeri di seguito, sicché 1 ha 25 a 30 ca significa 12 530 metri quadrati. Le ultime due cifre non superano mai 99, il che rende la notazione autoverificante: un valore come 1 ha 130 a è malformato e denuncia un errore di trascrizione prima che qualcuno debba fare conti.

Si legge per valore di posizione. Ogni ettaro è 10 000 metri quadrati, ogni ara 100 e ogni centiara uno, sicché le tre colonne compitano semplicemente un numero in base cento. La dicitura notarile 0 ha 04 a 62 ca fa 462 metri quadrati, e la mappa di un geometra che mostri la stessa particella stamperebbe 462 m² senza altro commento.

Fuori dal catasto la centiara non ha vita. Nessuno prescrive un pavimento, un muro o un terreno in centiare quando il metro quadrato dice la stessa cosa con un simbolo che tutti riconoscono, e nessun ramo della scienza o della tecnica l’ha mai adottata. È un’unità che esiste per riempire una colonna.

L’unico rischio è il simbolo. In molti documenti ca abbrevia il latino circa, cioè all’incirca, sicché una cifra scritta ca 400 potrebbe valere 400 centiare oppure circa 400 di tutt’altra cosa. Negli atti catastali la posizione del numero decide; in un testo corrente, convertire in metri quadrati toglie l’ambiguità una volta per tutte.

Una centiara equivale esattamente a 1 metro quadrato, a 0,01 are o a circa 10,764 piedi quadrati.