| Yottabit (Ybit) | Gibibit (Gibit) |
|---|---|
| 1 Yottabit | 931322574615478 Gibit |
| 2 Yottabit | 1.86264514923 × 1015 Gibit |
| 3 Yottabit | 2.79396772385 × 1015 Gibit |
| 4 Yottabit | 3.72529029846 × 1015 Gibit |
| 5 Yottabit | 4.65661287308 × 1015 Gibit |
| 10 Yottabit | 9.31322574615 × 1015 Gibit |
| 20 Yottabit | 1.86264514923 × 1016 Gibit |
| 25 Yottabit | 2.32830643654 × 1016 Gibit |
| 50 Yottabit | 4.65661287308 × 1016 Gibit |
| 100 Yottabit | 9.31322574615 × 1016 Gibit |
| Riferimento | Yottabit (Ybit) | Gibibit (Gibit) |
|---|---|---|
| A plain text message (160 characters) | 1.28 × 10-21 Ybit | 0.00000119209 Gibit |
| A three-minute MP3 | 2.4 × 10-17 Ybit | 0.0223517 Gibit |
| A smartphone photo | 3.2 × 10-17 Ybit | 0.0298023 Gibit |
| A high-definition film | 3.2 × 10-14 Ybit | 29.8023 Gibit |
| A dual-layer Blu-ray disc | 4 × 10-13 Ybit | 372.529 Gibit |
Lo yottabit è un’unità d’informazione digitale pari a mille zettabit: un uno seguito da ventiquattro zeri. Il suo simbolo è Ybit. Per trent’anni fu la maggiore unità che il sistema metrico offrisse, e descrive una quantità di dati che ancora non esiste in nessun luogo.
Uno yottabit è 125 zettaottetti. Il totale di tutti i dati conservati dall’umanità si stima oggi in qualche centinaio di zettaottetti, sicché l’intera riserva d’informazione del mondo si aggira su uno o due yottabit. È la prima unità di dati genuinamente maggiore di ciò che potrebbe descrivere, ed è questo a renderla interessante.
Il prefisso yotta fu adottato nel 1991 alla 19ª Conferenza generale dei pesi e delle misure, insieme a zetta. I nomi furono inventati più che derivati: i numerali greci e latini erano stati esauriti da peta ed exa, e il comitato aveva bisogno di lettere non già prese come simboli di unità. Y e Z erano fra le poche rimaste, e le sillabe furono costruite attorno a esse.
A lungo il prefisso yotta segnò la cima della scala e comparve soprattutto in congetture e in affermazioni sui piani di archiviazione dei servizi d’informazione, rivelatesi esagerate. Poi, nel 2022, la Conferenza generale aggiunse ronna e quetta al di sopra, insieme a ronto e quecto al di sotto, perché le quantità di dati salivano abbastanza in fretta da rendere la cima visibile.
Raggiungere uno yottaottetto di archiviazione con la tecnica attuale sarebbe un’impresa fisica. Anche alle più alte densità disponibili occorrerebbero centinaia di milioni dei più grandi dischi rigidi mai fabbricati, un’alimentazione elettrica paragonabile a quella di un piccolo paese e un programma di costruzione lungo decenni. Il vincolo non sta nella matematica ma nel silicio e nell’elettricità.
L’unità è nondimeno correttamente definita e un convertitore deve trattarla, sia perché le previsioni di crescita futura dei dati si scrivono in yottaottetti, sia perché la regola del sistema metrico vuole che ogni prefisso si applichi a ogni unità. Una quantità non ha bisogno di esistere perché il suo nome sia ben formato.
Uno yottabit equivale a 1000 zettabit, a 125 zettaottetti o a circa 0,8272 yobibit.
Il gibibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1 073 741 824 bit, ossia 1024 mebibit o due alla trentesima. Il suo simbolo è Gibit. È la controparte binaria del gigabit, e i due differiscono oggi del 7,4 per cento: un divario largo abbastanza perché scambiarli in un ordine d’acquisto sia un errore vero.
La sua casa pratica è l’industria della memoria. I chip di memoria dinamica si fabbricano in capienze binarie perché la loro organizzazione interna è una griglia rettangolare di righe e colonne, entrambe indirizzate in binario. Un componente descritto come da 8 gigabit nel materiale commerciale è una piastrina da 8 gibibit, che tiene 8 589 934 592 bit, e otto di esse formano gli 8 gibiottetti che un modulo di memoria reclamizza come 8 GB.
La memoria flash segue la stessa regola per la stessa ragione, con una sfumatura: le piastrine flash contengono blocchi di riserva per sostituire le celle che si logorano, sicché la capienza utilizzabile di un’unità è di proposito minore di quella grezza dei suoi chip. I costruttori danno poi la cifra utilizzabile in unità decimali, ed è così che un’unità costruita con pezzi binari finisce etichettata con un numero decimale.
Il divario del 7,4 per cento spiega buona parte della confusione quotidiana. Un modulo di memoria da 8 gibiottetti e un’unità a stato solido da 8 gigaottetti non sono della stessa misura, benché entrambi si scrivano 8 GB. Il modulo tiene 8,59 gigaottetti; l’unità ne tiene 8,00. Nessuna delle due cifre è sbagliata, ma contano in basi diverse e non si confrontano senza conversione.
Un gibibit è 134 217 728 ottetti, ossia 128 mebiottetti. In termini quotidiani sono circa centotrenta megaottetti: una ventina di fotografie, o due minuti di video ad alta definizione. Non è una gran quantità di dati per gli usi odierni, ed è per questo che l’unità compare nelle specifiche dei componenti e non nelle descrizioni dei file.
Il simbolo giusto, Gibit, si usa nelle schede tecniche e nelle norme, ma quasi mai nella pubblicità. Quando un documento scrive Gb senza altra spiegazione, l’ipotesi prudente è che la memoria indichi la quantità binaria e la rete quella decimale, e che un autore attento avrebbe scritto Gibit o Gbit per dire quale.
Un gibibit equivale a 1 073 741 824 bit, a 1024 mebibit, a 134 217 728 ottetti o a circa 1,074 gigabit.