| Riferimento | Pascal (Pa) | Decapascal (daPa) |
|---|---|---|
| Atmospheric pressure at sea level | 101325 Pa | 10132.5 daPa |
| Healthy blood pressure (120 mmHg) | 16000 Pa | 1600 daPa |
| A car tyre | 220000 Pa | 22000 daPa |
| A racing bicycle tyre | 600000 Pa | 60000 daPa |
Il pascal è l’unità di pressione del Sistema internazionale e si scrive Pa. È definito come un newton di forza distribuito su un metro quadrato, e porta il nome di Blaise Pascal, i cui esperimenti con i barometri negli anni quaranta del Seicento stabilirono che l’aria pesa e che la sua pressione cala con la quota. La Conferenza generale dei pesi e delle misure adottò il nome nel 1971.
È un’unità notevolmente piccola. La pressione atmosferica al livello del mare è di 101 325 pascal, sicché la pressione sotto cui tutti vivono è un numero di sei cifre, e quasi ogni uso pratico dell’unità porta perciò un prefisso. Quella scomodità non è un difetto di progetto ma una conseguenza della coerenza: il newton e il metro quadrato furono fissati prima, e il pascal è ciò che esce dividendo l’uno per l’altro.
L’acustica è il campo in cui i pascal nudi suonano naturali. La pressione di riferimento della scala dei decibel è di venti micropascal, presi come il suono più debole che un orecchio giovane e sano possa rilevare, e una conversazione ordinaria si aggira sui 0,02 pascal di pressione sonora. La soglia del dolore sta vicino ai 63 pascal, sicché l’intero campo dell’udito umano copre circa sei ordini di grandezza in questa unità.
Gli oggetti di tutti i giorni danno il senso della scala. Un foglio di carta da ufficio posato piatto preme sul tavolo con circa 0,8 pascal. Una brezza leggera esercita qualche pascal su una parete, e la differenza di pressione che muove la ventilazione di un edificio sta di norma fra dieci e cinquanta. Tutto ciò che una persona avverte come forza si conta già a migliaia.
Le forme con prefisso svolgono il lavoro vero. La meteorologia usa gli ettopascal, numericamente identici ai vecchi millibar, sicché una lettura di 1013 in un bollettino non richiese di reimparare nulla. L’ingegneria usa i chilopascal per le pressioni di pneumatici e fluidi, e la scienza dei materiali i megapascal e i gigapascal per resistenza e rigidezza, essendo un megapascal un newton per millimetro quadrato.
Il pascal compare inoltre ovunque si intenda una tensione anziché una pressione, poiché le due hanno le stesse dimensioni. Modulo di Young, carico di snervamento e sforzo di taglio si danno tutti in pascal o nei suoi multipli, ed è per questo che una sola unità abbraccia la pressione di uno pneumatico e la rigidezza dell’acciaio.
Un pascal equivale a 1 newton per metro quadrato, a 0,01 millibar, a circa 0,0000099 atmosfere o a circa 0,000145 libbre per pollice quadrato.
Il decapascal è un’unità di pressione pari a dieci pascal. Il suo simbolo è daPa. Deca è quasi ovunque il prefisso meno usato del sistema metrico, ma il decapascal fa eccezione, perché una disciplina clinica lo ha adottato e conservato: l’audiologia misura in decapascal la pressione dell’orecchio medio.
L’esame in questione è la timpanometria. Una sonda chiude il condotto uditivo e ne fa variare la pressione dell’aria misurando insieme quanto suono il timpano rifletta, e la curva che ne risulta si traccia rispetto alla pressione in decapascal. La scansione va da circa più 200 a meno 400, e la posizione del picco indica la pressione alla quale il timpano si muove più liberamente, che normalmente è la pressione dell’orecchio medio stesso.
Quel solo grafico porta moltissima informazione clinica. Un picco vicino a zero significa che l’orecchio medio è alla stessa pressione della stanza, ed è lo stato sano. Un picco spostato verso meno 200 o oltre suggerisce che la tuba di Eustachio non compensi bene, e una curva piatta senza alcun picco suggerisce liquido dietro il timpano. Ciascuna di queste letture è una posizione su una scala in decapascal.
L’unità fu scelta per la stessa ragione per cui la meteorologia scelse l’ettopascal. La pressione dell’orecchio medio si registrava da tempo in millimetri d’acqua, e un millimetro d’acqua è 0,98 decapascal, sicché il passaggio all’unità metrica lasciò quasi intatti ogni valore clinico e ogni intervallo di riferimento pubblicato. Un cambio di unità che sposta le cifre del due per cento è di quelli che la pratica accetta davvero.
Fuori dall’audiologia il decapascal è di fatto inutilizzato. La ventilazione e le prove di tenuta all’aria degli edifici lavorano a pressioni simili, essendo una prova di tenuta condotta a cinquanta pascal, ma quei valori si scrivono in pascal, e tutto ciò che sta più in alto passa agli ettopascal o ai chilopascal. Il vuoto fra uno e cento pascal resta per il resto senza padrone.
Per dare la scala, dieci pascal sono la pressione che una brezza leggera esercita su una parete, o la differenza fra i due capi di un corridoio ben sigillato quando una porta si apre. È anche all’incirca la variazione di pressione salendo di un piano in ascensore, ed è per questo che in un edificio alto talvolta occorre stappare le orecchie.
Un decapascal equivale a 10 pascal, a 0,1 ettopascal, a circa 1,02 millimetri d’acqua o a circa 0,00145 libbre per pollice quadrato.