Conversione da 10 Mani a Decametri

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Formula per convertire Mani (hh) in Decametri (dam)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Mani a Decametri

Mani (hh)Decametri (dam)
1 Mano0.01016 dam
2 Mani0.02032 dam
3 Mani0.03048 dam
4 Mani0.04064 dam
5 Mani0.0508 dam
10 Mani0.1016 dam
20 Mani0.2032 dam
25 Mani0.254 dam
50 Mani0.508 dam
100 Mani1.016 dam

Valori di riferimento di lunghezza

RiferimentoMani (hh)Decametri (dam)
A sheet of A4 paper (long side)2.92323 hh0.0297 dam
Average adult human height16.7323 hh0.17 dam
A football pitch (length)1033.46 hh10.5 dam
A marathon415305 hh4219.5 dam
Height of Mount Everest87096.5 hh884.9 dam

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Mano (hh)

La mano è un’unità di lunghezza pari a esattamente quattro pollici, ossia 101,6 millimetri. Sopravvive in un solo impiego specialistico: misurare l’altezza di cavalli e pony. Quasi in nessun altro ambito è ancora usata.

La misura si prende da terra al garrese, la sporgenza fra le scapole dove il collo incontra il dorso. Si sceglie il garrese perché è un punto osseo fisso che non si sposta quando il cavallo alza o abbassa la testa, sicché il valore è riproducibile, cosa che non accadrebbe misurando fino alla sommità del capo.

La notazione è particolare e viene spesso letta male. Le altezze si scrivono con una virgola che non indica una frazione decimale. Un cavallo di 15,2 mani misura quindici mani e due pollici, cioè 62 pollici o 157,5 centimetri. Poiché una mano vale quattro pollici, la cifra dopo la virgola va soltanto da 0 a 3, e 15,4 non è un’altezza valida. È diffusa l’abbreviazione hh, dall’inglese hands high.

Il confine fra pony e cavallo è fissato per convenzione a 14,2 mani, benché la soglia esatta vari fra i registri di razza e le discipline agonistiche. Le razze da tiro come lo Shire superano abitualmente le 17 mani. I cavalli più alti mai registrati hanno superato le 20 mani.

L’unità deriva dalla larghezza del palmo umano, un’origine condivisa con diverse misure antiche. I sistemi egizio e romano usavano entrambi un palmo di dimensioni comparabili. La sua fissazione a quattro pollici in Inghilterra è di solito attribuita a uno statuto di Enrico VIII. La permanenza della mano nell’ambiente equestre si deve in larga parte all’attaccamento alla tradizione, e i regolamenti delle competizioni internazionali indicano oggi anche l’altezza in centimetri.

Misurare con esattezza è più difficile di quanto sembri. Il cavallo deve stare in appiombo su terreno pianeggiante con la testa in posizione naturale, e si usa un’ipsometro apposito, dotato di livella a bolla e traversa scorrevole, anziché una fettuccia. La ferratura aggiunge altezza, perciò le misurazioni ufficiali precisano se il cavallo è ferrato, e i regolamenti che impongono limiti di altezza richiedono la certificazione di un misuratore incaricato.

Una mano equivale a 4 pollici, 101,6 millimetri o 0,1016 metri.


Informazioni sul Decametro (dam)

Il decametro vale dieci metri e si scrive dam. È un’unità SI valida formata con il prefisso deca ma, come il decimetro, è poco usata. Il prefisso deca è l’unico moltiplicatore del SI il cui simbolo è di due lettere, il che lo rende un po’ scomodo da scrivere e può aver contribuito al suo abbandono.

La grafia varia. Decametro è la forma internazionale; in alcuni testi americani compare dekameter, e in materiali più antichi si incontra a volte il simbolo dkm, benché dam sia la forma riconosciuta dal BIPM. La somiglianza fra dam e l’abbreviazione di decimetro ha generato confusione, e alcuni enti di normazione sconsigliano l’unità per questo solo motivo.

Dove effettivamente compare è nella topografia, nella selvicoltura e nell’agronomia. Le dimensioni degli appezzamenti, la spaziatura degli impianti e l’altezza degli alberi rientrano comodamente nell’ordine di pochi decametri. Alcuni registri catastali europei usano l’unità, che ricorre anche nelle specifiche di cavi e tubi forniti in pezzature da dieci metri.

L’unità di superficie derivata è più familiare di quella di lunghezza. Un decametro quadrato equivale a 100 metri quadrati, cioè esattamente a un ara. L’ara di per sé è poco usata, ma il suo multiplo per cento, l’ettaro, è la misura consueta delle superfici agrarie in gran parte del mondo. Un ettaro equivale a 100 are, ossia 10 000 metri quadrati, e si può descrivere altrettanto bene come un ettometro quadrato.

In pratica quasi tutti esprimono dieci metri semplicemente come dieci metri, oppure come 0,01 chilometri quando si lavora a scale maggiori. Il decametro si comprende meglio come un’unità formalmente corretta che l’uso quotidiano ha scavalcato.

L’unità compare tuttavia in un contesto quotidiano senza essere nominata. La lunghezza delle corsie in piscina, i tratti delle piste di atletica e la spaziatura dell’illuminazione stradale sono spesso fissati in multipli di dieci metri. Gli strumenti urbanistici che definiscono i fronti dei lotti o gli arretramenti degli edifici lavorano spesso sulla stessa maglia. La grandezza è utile; è soltanto la parola a essere caduta in disuso.

Il suo quadrato se l’è cavata meglio della lunghezza stessa. L’ara, cento metri quadrati, è il decametro quadrato sotto altro nome, e benché l’ara sia oggi rara, il suo centuplo, l’ettaro, governa la misura della terra in quasi tutto il mondo. Lo stesso schema appare nel decaro di mille metri quadrati, unità corrente dei terreni agricoli in Turchia, Grecia, Norvegia e in parte dei Balcani, che non è se non dieci are. Così il decametro sopravvive soprattutto per eredità: nessuno indica il confine di un campo in decametri, ma gran parte della terra del mondo si compra e si vende in unità costruite a partire da esso.

Un decametro equivale a 10 metri, 1000 centimetri o 0,01 chilometri. Corrisponde a circa 32,8084 piedi.